Siria. Trump ora minaccia Erdogan (che comincia a sparare a nord), i curdi isolati resuscitano Assad

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2019 13:45 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2019 14:14
Siria, Erdogan spara a nord, ignorando la minaccia di trump

Siria, attacchi dell’artiglieria turca nel nord-est

ROMA – Come previsto, l’annuncio estemporaneo del ritiro degli Usa dal nord della Siria – in perfetto stile Trump, via tweet e liquidando la questione geostrategica come “guerre ridicole” – ha provocato un terremoto diplomatico e il riacutizzarsi drammatico della situazione di guerra sul campo. Con le milizie curde che si sono sacrificate per combattere l’Isis al posto dell’Occidente abbandonate a se stesse e ai regolamenti di conti di Erdogan.

In poche ore Trump ha annunciato, mezzo smentito (solo 100 unità smobiliteranno), dato il via libera alla Turchia e poi minacciato Ankara e la sua economia nel caso esageri. Intanto Erdogan ha dato l’ordine di sparare, in attesa dell’invasione. E i curdi per disperazione resuscitano Assad, con cui dicono ora di volersi alleare. 

Artiglieria turca già in azione al confine nord-orientale siriano

L’artiglieria turca ha colpito nella notte la regione nord-orientale siriana al confine con l’Iraq. Lo riferisce la Sana, l’agenzia governativa di Damasco, che mostra foto e video dei bombardamenti avvenuti nei pressi del valico frontaliero di Simalka, tra Iraq e Siria, e corridoio vitale per i rifornimenti militari e logistici della Coalizione anti-Isis a guida Usa e per le forze curdo-siriane. Questa notizia non ha trovato conferma da parte turca né dalle autorità curdo-siriane.

La Turchia ha compiuto nelle scorse ore nuovi raid aerei contro obiettivi del Pkk curdo in nord Iraq. Lo rende noto il ministero della Difesa di Ankara, precisando che a seguito dei bombardamenti, condotti in coordinamento con i servizi segreti militari, sono stati “neutralizzati” (cioè uccisi, feriti o catturati) complessivamente almeno 12 “terroristi” nelle regioni di Hakurk, Haftanin e Gara. L’aviazione turca compie queste incursioni con cadenza quasi quotidiana, stando alla Difesa di Ankara.

Erdogan ignora la minaccia di Trump

“Il nostro messaggio alla comunità internazionale è chiaro. La Turchia non è un Paese che agisce sotto minaccia”. Lo ha detto il vicepresidente turco, Fuat Oktay, riferendosi alle parole di Donald Trump su eventuali choc all’economia turca in caso il governo di Recep Tayyip Erdogan superi “i limiti” nell’imminente operazione militare contro le milizie curde dell’Ypg nel nord-est della Siria. Quando si tratta della sua “sicurezza, la Turchia segue la propria strada” e lo fa “a qualunque prezzo”, ha aggiunto Oktay, intervenendo a una cerimonia di apertura dell’anno accademico ad Ankara.

Curdi pensano ad alleanza con Assad contro Turchia

Le forze militari curdo-siriane non escludono di collaborare con il governo di Damasco in funzione anti-turca. Lo ha detto oggi Mazlum Abdi, comandante in capo delle forze curdo-siriane nel nord-est della Siria, ribadendo un concetto già espresso nei mesi scorsi di fronte alle insistenti minacce militari turche. “Stiamo considerando una partnership col presidente siriano Bashar al Assad con l’obiettivo di combattere le forze turche”, ha detto Abdi. (fonte Ansa)