Siria, Trump minaccia la Russia: “Preparatevi: i missili arriveranno”. Mosca: “Colpite i terroristi, invece”

di Anna Boldini
Pubblicato il 11 aprile 2018 14:50 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 14:50
Sale la tensione sulla Siria, con Trump che minaccia la Russia

Siria, Trump minaccia la Russia: “Preparatevi: i missili arriveranno”. Mosca: “Colpite i terroristi, invece” (Foto Ansa)

WASHINGTON – Donald Trump minaccia Mosca: “I missili arriveranno in Siria. La Russia si prepari”.

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E il Cremlino risponde: “I missili ‘intelligenti’ dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo”.

La già tesissima situazione internazionale che ha per oggetto la guerra siriana precipita attraverso i tweet del presidente americano, che non usa mezzi termini per dire che “le nostre relazioni con la Russia sono peggiori di quanto non lo siano mai state, compresa la Guerra Fredda” e minacciare di colpire il regime di Bashar al Assad, ancor più inviso alla comunità internazionale che gravità intorno alla Nato e agli Usa dopo l’attacco chimico a Douma.

“La Russia minaccia di abbattere tutti i missili sparati verso la Siria. Tieniti pronta Russia, perché stanno per arrivare, belli, nuovi e ‘intelligenti’! Non dovreste essere alleati di un animale assassino che uccide la sua gente con il gas e si diverte!”, ha twittato Trump. E ancora: “Le nostre relazioni con la Russia sono peggiori di quanto non lo siano mai state, compresa la Guerra Fredda. Non c’è ragione per questo. La Russia ha bisogno del nostro aiuto per la sua economia, qualcosa che dovrebbe essere molto facile da fare, e abbiamo bisogno che tutti i Paesi lavorino insieme. Fermare la corsa agli armamenti?”.

Ai tweet Usa ha replicato su Facebook la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova: “I missili ‘intelligenti’ dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo” della Siria “che lotta da molti anni contro il terrorismo internazionale sul suo territorio. ‘idea globale è di rimuovere velocemente le tracce della provocazione” così che “gli ispettori internazionali non avranno nulla da cercare in quanto a prove?”.

Aleggiano più che mai le parole pronunciate lo scorso marzo dal capo di Stato maggiore russo Gerasimov, che aveva detto di avere informazioni secondo cui gli Stati Uniti stavano pianificando un attacco chimico in Siria da attribuire ad altri e da usare come pretesto per un raid.

E adesso che il raid c’è stato Mosca attacca Washington sostenendo anche che i missili che il presidente  Trump ha promesso di lanciare in Siria “distruggeranno le prove dei sospetti attacchi chimici”.

Intanto il cacciatorpediniere americano Donald Cook si sta avvicinando alla costa siriana, mentre un aereo pattugliatore P8 Poseidon statunitense, decollato dalla base siciliana di Sigonella, è stato avvistato tra Cipro e la Siria.

Bisognerà ora vedere se i russi, che sulla costa siriana, a Tartus, hanno una base e che finora non hanno mai usato i sistemi anti missile S-400, reagiranno davvero ad eventuali interventi americani contro Assad.