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Sondaggio, il 69% dei brasiliani è contrario all’asilo politico per Cesare Battisti

cesare battisti

Cesare Battisti

L’asilo politico all’ex terrorista rosso Cesare Battisti è considerato dalla maggioranza (il 69%) degli elettori brasiliani la promessa più negativa fatta dai candidati alle elezioni presidenziali che si svolgeranno a ottobre.

L’unica finora a dichiarare apertamente la sua intenzione di non estradare Battisti è stata Marina Silva, la candidata del Partito Verde brasiliano, al terzo posto nei sondaggi elettorali.

Per quanto riguarda gli altri due candidati, Dilma Rousseff, grande favorita nei sondaggi, ha lasciato intendere che se il presidente Luiz Inacio Lula da Silva non deciderà entro la fine del suo mandato a dicembre, lei sarebbe favorevole a rispettare la decisione del Supremo Tribunal Federal (la Corte Costituzionale brasiliana), che ha dato parere favorevole all’estradizione.

L’altro candidato, il socialdemocratico José Serra, da parte sua ha tacciato Battisti di ”pericoloso terrorista” e ha detto chiaramente che spetta all’Italia decidere cosa fare dell’ex militante dei “Proletari armati per il comunismo”.

Il 69% dei lettori del quotidiano O Globo (il secondo quotidiano più diffuso in Brasile) non solo respingono l’ipotesi dell’asilo politico, ma anzi considerano la promessa di Marina Silva quella più negativa o meno giustificata. Una conferma indiretta dell’atteggiamento dell’opinione pubblica brasiliana nei riguardi di Battisti, che solo una piccola minoranza di militanti di estrema sinistra e di libertari a oltranza vorrebbe vedere libero in Brasile.

Il presidente Lula, sensibile com’è agli umori dell’elettorato, potrebbe quindi decidere sul destino di Battisti prima di lasciare l’incarico, assumendosi la responsabilità dell’estradizione invece di lasciarla al suo successore.

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