La Russa: “Sospeso trattato Italia-Libia”. Berlusconi: “Mi dicono che Gheddafi non ha più il controllo”

Pubblicato il 26 Febbraio 2011 12:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2011 13:03

ROMA – Il governo italiano scarica la Libia di Gheddafi. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, annuncia che, di fatto, è sospeso il trattato tra l’Italia e la Libia. Silvio Berlusconi, parlando al congresso del Pri, dice che non si poteva prevedere quello che sta succedendo e che comunque Gheddafi è “fuori gioco”.

La Russa. ‘Di fatto il trattato tra Italia e Libia non c’è già più, è inoperante, è già sospeso”, ha detto La Russa in visita ai soldati della Folgore a Livorno, in partenza per l’Afghanistan. ”Per esempio – ha aggiunto La Russa – gli uomini della guardia di finanza, che erano sulle motovedette, per controllare quello che facevano i libici, ora sono nella nostra ambasciata”.

Berlusconi. ”Ho notizie di qualche minuto or sono e pare che in Libia Gheddafi non controlli più la situazione”. Lo ha spiegato Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al congresso del Partito Repubblicano. Il premier, davanti alla platea di un partito diviso tra un’anima filo governativa e un’altra schierata all’opposizione, è stato accolto sia da applausi che da fischi.

“Sta cambiando lo scenario geopolitico e l’Italia ne è coinvolta – ha detto – Nessuno ha potuto prevedere quello che è successo in Libia e quello che è accaduto qualche settimana prima in Tunisia e in Egitto, e nessuno potrà prevedere cosa avverrà”. “Speriamo che nei prossimi mesi sulla sponda nord del Meditrerraneo ci possano essere stati più liberi, ma il rischio è di trovarci paesi che ci facciano fare i conti con l’integralismo islamico” ha ammonito il presidente del Consiglio.

“Non possiamo restare spettatori, né l’Ue né noi”, ha insitito. “Sono desolanti le polemiche provinciali delle opposizioni in Italia sulla Libia e i piccoli tentativi di attaccare il governo su politiche che sono state sempre fatte da molto decenni”, ha detto ancora il premier, aggiungendo che “l’opposizione con cui ci troviamo a doverci confrontare non ha mai rinunciato all’idea della spallata e alle trame di palazzo per ottenere i risultati che per altre strade non riescono ad ottenere”.