Siria. Opposizione lancia allarme: tra i ribelli avanzano gruppi jihadisti

Pubblicato il 24 settembre 2013 9:51 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 10:19
Combattenti jihadisti in Siria

Combattenti jihadisti in Siria

BEIRUT, LIBANO – L’opposizione siriana suona l’allarme per l’avanzata dei gruppi jihadisti tra le fila dei ribelli anti-Assad. Mentre sul terreno attivisti anti-regime manifestano contro i fondamentalisti, la Coalizione nazionale siriana dichiara “contrari alla rivoluzione” i metodi dei qaedisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), in cui e’ forte la presenza di stranieri.

Da parte sua la stampa di Ankara avverte che ormai Al Qaeda e’ alle porte della Turchia, dopo che due giorni fa miliziani dell’Isis si sono impadroniti della cittadina di Aazaz, a soli cinque chilometri dal confine, dopo una battaglia con un altro gruppo ribelle. A fugare i timori non e’ bastata una tregua che era stata annunciata nella stessa Aazaz. Il Centro di giornalisti indipendenti di Aleppo, piattaforma di reporter della metropoli siriana, pubblica copia dell’accordo firmato da un rappresentante dell’Isis e da uno della brigata rivale Tempesta del Nord.

In un’inedita e dura presa di posizione contro le milizie jihadiste, la Coalizione delle opposizioni in esilio ha condannato l’offensiva dei qaedisti contro Aazaz e “le aggressioni dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante contro le forze rivoluzionarie siriane e contro la vita dei siriani”, stigmatizzando il tentativo di imporre un’autorit� locale basata su principi oscurantisti estranei all’Islam diffuso in Siria nei territori sottratti alle truppe lealiste.

Nel quartiere Shaar di Aleppo, in mano ai ribelli, un centinaio di giovani hanno dato vita a una protesta contro i miliziani dell’Isis. Mentre lo slogan “Lo Stato islamico non mi rappresenta” e’ stato scelto sui social network e nelle altre piazze dove si sono svolte le manifestazioni del venerdi. In particolare, il gruppo dei “giovani di Aazaz” ha chiesto che sia smantellata la presenza armata in città e che la gestione della cosa pubblica sia affidata a consigli locali civili e non militari.

I combattenti jihadisti o islamici sono ormai la maggioranza fra i ribelli, secondo l’autorevole istituto britannico IHS Jane’s, specializzato nella difesa. E tra i circa centomila combattenti stimati, diecimila, i piu’ agguerriti e meglio armati, fanno parte di gruppi legati ad Al Qaeda. Una unita’ di un migliaio di combattenti dal Caucaso russo, in gran parte ceceni, si troverebbe nella citta’ siriana di Aleppo, secondo quanto riferisce l’agenzia Ria Novosti citando il quotidiano pan-arabo indipendente Al-Quds-Al-Arabi.

Dopo la presa di Aazaz il rischio maggiore per la Turchia, ha detto alla stampa locale il portavoce dell’Esercito siriano libero (Esl) ad Ankara, Khaled Khodja, la filiale siriana di Al Qaeda potrebbe prendere il controllo anche del valico fra i due paesi ad Oncupinar, sul lato turco (chiuso ieri da Ankara), e a Bab al-Salameh, su quello siriano. Il valico e’ per ora controllato dall’Esl sul versante siriano. Se cadesse nelle mani dell’Isis, sarebbe ”un duro colpo” non solo per l’Esl e per i suoi approvvigionamenti in armi dal paese vicino, ma anche per la sicurezza della stessa Turchia, avverte Khodja.