Stati Uniti/ La rivolta dei grandi network: “Obama se va in onda negli orari di massimo ascolto, ci fa perdere pubblicità”

Pubblicato il 3 agosto 2009 20:45 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2009 21:14

180642_DCHG108_API network televisivi statunitensi non ne possono più della dilagante presenza di Barack Obama sui loro schermi nell’orario di massimo ascolto e come ha gia fatto la Fox News di Rupert Murdoch potrebbero staccargli la spina.

È quanto rivela il Washington Post secondo cui, tra l’altro, la sovraesposizione mediatica non serve a far recuperare popolarità al presidente. Le quattro conferenze stampa in prime time, quattro in sei mesi, hanno fatto perdere grandi entrate pubblicitarie alle reti televisive americane e i vertici delle maggiori catene televisive hanno espresso privatamente le loro lamentele al capo di gabinetto, Rahm Emanuel.

Quest’ultimo, tra l’altro, capendo la mala parata ha iniziato a contattare non più i dirigenti dei network ma direttamente i capi delle società da cui dipendono: piuttosto che sentire la Abc Emanuel ha telefonato all’amministratore delegato della Disney, Bob Iger, proprietaria della rete.

Lo stesso ha fatto con la Nbc contattando il capo della casa madre General Electric, Jeffrey Immelt. Tra l’altro i network non ne possono più dei metodi spicci usati dalla Casa Bianca per dettare i tempi. Dopo che i capi delle redazioni si erano lamentati con il portavoce di Obama, Robert Gibbs per tutta risposta pochi giorni dopo vennero informati dell’ultima conferenza stampa del presidente appena un’ora prima che la notizia fosse diffusa su Twitter della presidenza.

I network oltre a perdere soldi (il Post calcola che Abc, Cbs e Nbc, per seguire Obama in prima serata, abbiamo rinunciato a più di 40 milioni di dollari di ricavi pubblicitari) sono anche stufi della mancanza di notizie: «Nell’ultima conferenza stampa, quella del 22 luglio Obama ha parlato quasi esclusivamente di riforma sanitaria, un tema che tratta da settimane e su cui è difficile dire cose nuove. Insomma, era totalmente priva di notizie, se non quella, in chiusura, relativa all’arresto del professore nero di Cambridge (il suo amico Henry Louis Gates in cui accusò – salvo poi pentirsene amaramente – la polizia di stupidità,ndr)», ha detto Paul Friedman, vicepresidente della Cbs.

Sulla stessa linea Mark Whitaker, il capo della redazione di Washington della Nbc: «saremmo molto più contenti se Obama convocasse i giornalisti per dire qualcosa di nuovo, piuttosto che per continuare a dialogare con il popolo americano». Una sovraesposizione che inizia a stancare anche gli americani: l’ultima conferenza stampa del presidente è stata seguita da 24 milioni di americani, la metà di quanti seguirono il primo incontro con i media di Obama a febbraio.