Israele: l’ex presidente Katsav colpevole di stupro. Rischia 16 anni di carcere

Pubblicato il 30 Dicembre 2010 9:26 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2010 10:09

Moshe Katsav

L’ex presidente israeliano Moshe Katsav è stato  riconosciuto colpevole di due casi di stupro dal tribunale distrettuale di Tel Aviv.

Katsav rischia ora una condanna a sedici anni di reclusione.

Le accuse di stupro all’ex presidente sono arrivate da alcune sue ex collaboratrici, tra cui una sua ex segretaria e un’impiegata quando era ministro del Turismo. Katsav ha sempre negato le accuse.  Una parte delle vicende riguardano gli anni in cui fungeva da ministro del Turismo (1988-99) e le altre sono relative al periodo in cui – a partire dal 2000 – era capo dello Stato.

Katsav, che è stato anche giudicato colpevole di molestie sessuali e di aver cercato di ostacolare il procedimento giudiziario, era stato eletto dalla Knesset, che lo aveva preferito al laburista Shimon Peres, presidente di Israele nel 2000. Katsav era membro del Likud, attualmente il partito al governo.

La vicenda che lo ha portato sul seggio degli imputati era cominciata nel giugno del 2006 quando Katsav aveva riferito al procuratore generale dello stato di essere vittima di un ricatto da parte di una sua ex dipendente. Ma l’inchiesta aperta dalla polizia aveva poi avuto sviluppi sorprendenti ritorcendosi contro Katsav, sospettato di crimini sessuali nei confronti di sue ex dipendenti. Katsav era stato costretto a dimettersi da presidente nel giugno 2007, un paio di mesi prima della fine del suo mandato. Il tribunale nell’odierno verdetto ha accolto pressoché totalmente la linea dell’accusa e ha respinto quella della difesa, tra l’altro definendo ”infarcita di menzogne” la deposizione di Katsav. Il processo, cominciato nella primavera del 2008, si è svolto a porte chiuse.