Sudan, la furia dei militari nel centro del Paese: torna l’incubo genocidio

Pubblicato il 27 Giugno 2011 18:48 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2011 18:48
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(Ap photo)

KORDOFAN – Prima entrano in città, sparano le bombe dal cielo, poi inizia il massacro: la strategia dei militari sudanesi è la stessa, com’era in Darfur (regione occidentale), accade adesso nel Kordofan, nella zona centrale del Paese.

La furia dei soldati diventa violenza interetnica, religiosa e tribale. Passano casa per casa, trascinano i sostenitori dell’opposizione, gli intellettuali. Li catturano, li picchiano, li ammazzano con un colpo alla testa o ancora gli tagliano la gola.

Secondo quanto ha raccontato al Times un cooperante inglese i militari di Khartoum fanno razzia e seminano il panico a Kadugli, la capitale del Sud Kordofan, abitato dal popolo dei Nuba, storico alleato del Sud Sudan nella guerra civile combattuta per 22 anni da Nord e Sud del Paese e conclusasi nel 2005.

Adesso l’incubo genocidio è tornato, come ha raccontato il vescovo anglicano Andudu Adam Elnail: “Stiamo vivendo l’incubo di un genocidio del nostro popolo, come ultimo tentativo di sradicare la nostra cultura e la nostra società questa è una guerra di dominio e di sradicamento, di terrorismo da parte del governo del Sudan contro il suo popolo”.