Taiwan, perché è così importante? Madre di tutti i chip, se si fermano i suoi cargo il mondo si blocca

L'oro di Taipei. Due terzi dei microchip mondiali prodotti a Taiwan

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Agosto 2022 - 19:09
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Taiwan copre due terzi della produzione mondiale di microprocessori (Ansa)

Taiwan, perché è così importante? Piccola ma strategica. Taiwan è indispensabile per la sua posizione geografica e la sua economia, tecnologicamente avanzatissima.

Taiwan, perché è così importante?

La stessa Cina, in risposta alla visita della presidente Usa Nancy Pelosi, ha bloccato l’import di oltre 2.000 dei circa 3.200 prodotti alimentari in arrivo dall’isola, ma si è ben guardata dal colpire i microprocessori, pur fermando l’export di sabbia naturale il cui silicio è alla base della loro produzione.

I semiconduttori sono l’oro di Taipei e Pechino continua ad aprire le frontiere agli investimenti taiwanesi, come per gli ultimi 800 milioni destinati a un nuovo impianto, oltre ad assorbire il 26% del commercio estero dell’isola, più del 24% combinato di Usa e Giappone.

Due terzi di tutti i chip del mondo escono dalle fonderie di Taiwan

Dalle fonderie taiwanesi sono prodotti quasi i due terzi (circa il 64%) dei microchip del mercato mondiale. E il colosso Tsmc (ora impegnato anche in un maxi impianto da 12 miliardi di dollari in Arizona che sarà operativo non prima del 2024) sale a quasi l’85% nei comparti più avanzati e a maggiore performance.

I chip sono i componenti essenziali nella vita odierna, dalle auto alle armi, dagli elettrodomestici ai più piccoli strumenti quotidiani. A Taiwan c’è anche il colosso Foxconn, il più grande produttore di componenti elettrici e di elettronica, nonché assemblatore, con più di un milione di dipendenti in Cina, dove mette a punto i prodotti di Apple, a partire dagli iPhone.

Taiwan, tuttavia, è anche un colosso nella spedizione marittima, vantando un 10% combinato su scala globale tra Evergreen, Yang Ming Marine e Wan Hai, e grazie ai due porti tra i grandi al mondo (Kaohsiung e Taipei) che sono strategici su una rotta di navigazione che costeggia l’isola e che è capace di movimentare commerci per 5.000 miliardi di dollari.

Pil cresciuto anche con il Covid

Il totale dell’export si è attestato lo scorso anno a 347 miliardi di dollari, contro un import di 287 miliardi: nel 2020 è stata una delle pochissime realtà al mondo a crescere a dispetto della pandemia del Covid-19 con un +2,9% (più della Cina), al quale è seguito un 2021 a +6,5%.

Taiwan vanta anche importanti presenze e sviluppi nei data center e nelle batterie, puntando soprattutto sui veicoli elettrici.