Thailandia, il governo decreta lo stato d’emergenza

Pubblicato il 7 aprile 2010 9:08 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2010 14:44

Il governo thailandese ha decretato lo stato d’emergenza nella capitale Bangkok e in altre cinque province dopo l’irruzione compiuta oggi nel Parlamento dai manifestanti dell’opposizione, le cosiddette “camicie rosse” che sostengono l’ex premier deposto Thaksin Shinawatra.

A rendere nota la decisione è stato lo stesso primo ministro, Abhisit Vejjajiva, “destinatario” delle proteste dei manifestanti.

L’irruzione in Parlamento. Questi ultimi da settimane sfilano per le strade di Bangkok e oggi hanno “invaso” l’edificio del Parlamento creando scompiglio tra i deputati. Alcuni di questi hanno tentato di fuggire arrampicandosi sulle pareti per raggiungere i piani superiori, a quanto riferisce la stazione televisiva PBS. Secondo l’emittente, i manifestanti, tutti con indosso le camicie rosse simbolo della protesta, hanno superato gli sbarramenti della polizia e sono penetrati nell’aula principale. Nel palazzo si sono vissuti momenti di panico: i deputati sono scappati da uscite di sicurezza mentre i ministri presenti venivano portati via a bordo di elicotteri militari.

Le ragioni della protesta. Le camicie rosse, sostenitori dell’ex primo ministro Taksin Shinawatra deposto con un colpo di stato, chiedono le dimissioni dell’attuale premier Vejjajiva e la convocazione di nuove elezioni. I dimostranti sono scesi per le strade della capitale il 12 marzo e da allora hanno praticamente bloccato le zone chiave del centro di Bangkok.

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