Thailandia, dimostranti spargono il loro sangue davanti al palazzo del governo

Pubblicato il 16 Marzo 2010 18:56 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2010 18:56

Bangkok: sangue versato dai dimostranti antigovernativi

Migliaia di dimostranti thailandesi hanno sparso svariate brocche secchi del loro sangue di fronte al quartier generale del governo ed all’edificio che ospita gli uffici del partito al potere nel quadro di un simbolico sacrificio per spingere il premier Abhisit Vejjajiva a sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni, a quanto riferisce l’Associated Press. Abhisit si è rifugiato in una caserma quando le proteste sono cominciate: domenica 100 mila manifestanti hanno invaso Bangkok.

”Il sangue della gente comune si mischia per sostenere la lotta per la democrazia”, ha dichiarato in un comizio Nattawut Saikua, uno dei leader dei manifestanti. ”Quando Abhisit lavorerà nel suo ufficio si ricorderà che sta sedendo sul sangue del popolo”, ha aggiunto.

Precedentemente in giornata, migliaia di ”camice rosse” hanno formato lunghe file per farsi estrarre il sangue da infermiere e trasferirlo in grandi contenitori di plastica. Le telecamere della televisione hanno ripreso tutto quando il sangue è stato sparso davanti alla sede del primo ministro. La polizia in assetto antisommossa ha assistito alla dimostrazione senza intervenire.

I dimostranti sono sostenitori dell’ex-premier Taksin Shinawatra, destituito dal un golpe militare e attualmente in esilio a Londra.

Sono stati raccolti mille litri di sangue, con grande preoccupazione della Croce Rossa che ha condannato la raccolta definendola uno spreco e antigienica giacché se gli aghi delle siringhe per il prelievo sono stati usati ripetutamente c’è il pericolo della diffusione di malattie come l’epatite e l’Aids.

Svariati monaci buddisti nelle loro tuniche arancione erano tra i primi nelle file per la raccolta del sangue, anche se a loro è fatto divieto per legge di prendere parte ad attività politiche.

Taksin, molto popolare tra gli stati più poveri della popolazione, è stato estromesso nel 2006, con le accuse di corruzione ed abuso di potere