Thailandia/ Due morti e 80 feriti. Situazione sempre più grave, esercito respinge dimostranti con gas lacrimogeni e spari in aria, feriti

Pubblicato il 13 Aprile 2009 10:42 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2009 20:42

Due morti e 80 feriti: la situazione è sempre più grave a Bangkok, dove le Camicie Rosse, i sostenitori dell’ex premier Thaksin Shinawatra, continuano a manifestare per chiedere le dimissioni del primo ministro Abhisit Vejjajiva, sfidando lo stato d’emergenza imposto dal governo. L‘esercito ha caricato i dimostranti con i gas lacrimogeni e sparando in aria. Due morti e lmeno 80 persone sono rimaste ferite, a quanto riferisce la Reuters.

I disordini odierni fanno seguito alle manifestazioni che hanno causato l’annullamento del vertice dei Paesi del Sud Est Asiatico (Asean), e all’irruzione delle camicie rosse nel ministero dell’interno a Bangogk che hanno costretto alla fuga in macchina del primo ministro Abhisit Vejjajiva, di cui al momento non si hanno ancora notizie.

L’esecutivo ha preannunciato il varo di misure per la sicurezza di porti, aeroporti e delle maggiori infrastrutture del Paese. “Nelle prossime ore saranno prese diverse misure per garantire la sicurezza di tutti i grandi porti, aeroporti e maggiori infrastrutture”, ha detto alla televisione il portavoce governativo Panitan Wattanayagorn. “Vi assicuriamo che la situazione degli scontri in Thailandia sta ritornando sotto controllo”, ha aggiunto il portavoce.

Il comandante supremo delle forze armate thailandesi, Songkitti Jaggabatara, ha successivamente dichiarato in tv che “il comando per le operazioni di emergenza impiegherà’ ogni mezzo per ripristinare l’ordine rapidamente e riaprire il traffico così’ che la gente possa riprendere una vita normale”. “Non useremo la forza contro il nostro popolo” ha aggiunto Songkitti, ”ma ci riserviamo il diritto di usare le armi per difenderci. Spero che la situazione si risolta presto e in modo ordinato”.

Ma Prinn Panitchpakdi, un analista della casa di brocheraggio CLSA per l’area Asia-Pacifico, si dimostra molo meno ottimista. ”Credo che i giorni peggiori per la Thailandia debbano ancora arrivare”, ha dichiarato.

Thaksin, 59 anni, ex uomo forte della Thailandia rovesciato da un golpe militare nel 2006, è fuggito all’estero per sottrarsi a una condanna e a diverse inchieste anticorruzione. Uomo d’affari controverso, resta tuttavia popolare fra le fasce più povere della popolazione e in particolare nelle regioni rurali del nord.

Abhisit, 44 anni, è diventato primo ministro il 15 dicembre dopo la caduta di un’alleanza governativa a seguito di imponenti manifestazioni che avevano portato all’occupazione per otto giorni dei due aeroporti di Bangkok. Le “camicie rosse” accusano Abhisit di essere una “marionetta” dell’esercito e di alcuni consiglieri del re.