Tripoli: le tribù si sparano per i soldi del petrolio. In fumo illusione di uno Stato libico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2018 14:34 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2018 15:04
Tripoli: le tribù si sparano per i soldi del petrolio. In fumo illusione di uno Stato libico

Tripoli: le tribù si sparano per i soldi del petrolio. In fumo illusione di uno Stato libico

ROMA – Tripoli: le tribù si sparano per i soldi del petrolio. Ogni tribù una milizia, ogni zona del paese una tribù, un clan. E ogni tribù o clan un mini esercito. Da giorni si sparano l’un l’altro, attorno e dentro quella che era la capitale di uno Stato da tempo dissolto. Si sparano per sottrarsi l’un l’altro i soldi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Le tribù e i clan della periferia e della più vasta Tripolitania accusano i clan che sostengono il governo di Tripoli (quello riconosciuto come tale dall’Onu e dall’Italia) di arraffare troppo. E soprattutto di non spartire. Vogliono una fetta più grande dei dollari ed euro che arrivano dall’estero. E per meglio spartire, sparano.

Sparano, morti, feriti, mortai, mitragliatrici, avanzate, barricate. E afflussi di nuove milizie di altri clan verso Tripoli. Che si fermano e si mettono in posizione. Per agire, per sparare di qua o di là, aspettano di sapere quale sarà la loro parte. Di soldi. Stato di emergenza proclamato, aeroporto chiuso, appello della comunità internazionale. Prima o poi tregua sarà. E, quando tregua sarà, ancora una volta l’Occidente farà finta di non capire. E’ da anni che in quella che chiamiamo Libia è così e non altrimenti. Guerra incivile tra clan e tribù per la spartizione dei soldi del petrolio. Punto.

Non c’è politica nazionale, non c’è comunità nazionale, non c’è Stato nazionale in Libia. E nessuno si incarica davvero di metterlo in piedi, ammesso che davvero in Libia qualcuno , lo voglia uno Stato. Assemblee, Parlamenti di Tripolitania o Cirenaica o Fezzan non sono embrioni di Stato, sono conclavi di clan. Clan di interessi e tribù di territorio che cercano protettori e pagatori esteri. E che regolano i conti interni sparando. Non ci sono in campo progressisti o conservatori, moderati o estremisti, filo occidentali o filo arabi o filo russi o che altro. I clan possono essere l’uno o l’altro e poi cambiare. Dipende da chi e quanto paga.

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Tripoli, la battaglia di questi giorni a Tripoli per la spartizione dei soldi che vengono dal petrolio riduce ancora una volta alla consistenza del fumo l’illusione che ci sia uno Stato libico con cui trattare e negoziare un controllo credibile e accettabile dei migranti. Questo Stato non c’è in Libia. Non c’è e non si intravede. Ci sono solo clan e milizie i cui servizi possono essere comprati. Ma mai per sempre e mai con certezza. E comprare milizie e clan, l’unica cosa che si può fare, non è neanche lontanamente parente del nation building, della costruzione di uno Stato.