Trump contro allattamento al seno, New York Times: “Lobby latte artificiale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 luglio 2018 9:04 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2018 9:04
Trump contro allattamento al seno, New York Times: "Lobby latte artificiale"

Trump contro allattamento al seno, New York Times: “Lobby latte artificiale”

ROMA – “America first”, anche quando si tratta di difendere gli interessi delle aziende Usa ignorando la scienza a scapito della salute o dell’ambiente. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Dopo lo smantellamento dell’eredità verde di Obama e l’uscita dall’accordo di Parigi sul clima, l’amministrazione Usa ha tentato di boicottare una risoluzione dell’Organizzazione mondiale delle sanità (Oms), l’agenzia dell’Onu per la salute, che incoraggia l’allattamento al seno e per limitare il latte artificiale.

La denuncia arriva dal New York Times, che ha raccolto le testimonianze di decine di fonti. La scorsa primavera, durante una riunione a Ginevra, gli Stati Uniti avrebbero tentato prima di modificare e poi di bloccare la misura, anche con la minaccia di ritorsioni a Paesi poveri. Basata su decenni di ricerche, la risoluzione raccomanda il latte della madre come molto salutare e sollecita i Paesi a limitare il mercato inaccurato o fuorviante dei surrogati. La scienza riconosce da molto tempo che il latte materno nei primi sei mesi di vita del neonato promuove il suo sviluppo neurocomportamentale e riduce i rischi di varie malattie, anche per la madre.

I surrogati, invece, non hanno le stesse proprietà e in alcuni Paesi del terzo mondo diventano pericolosi per la necessita’ di usare l’acqua, spesso inquinata. Gli Usa, abbracciando gli interessi dei produttori di latte artificiale, hanno dapprima provato a limare il linguaggio del testo, rimuovendo le parti in cui si invitano i governi a “proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento al seno” e a limitare la promozione di prodotti alimentari che secondo molti esperti hanno effetti deleteri sui bambini. Poi, non riuscendoci, sono passati alle minacce, evocando il possibile taglio di aiuti a Paesi poveri se avessero sostenuto la mozione.

Ne sa qualcosa l’Ecuador, che ha fatto una veloce marcia indietro dopo lo spettro di ritorsioni commerciali e del ritiro dell’aiuto militare. Dietrofront anche di almeno una dozzina di altri Paesi, prevalentemente nazioni dell’Africa e dell’America latina, come Messico e Uruguay, timorose di ‘vendette’ americane. “Eravamo sorpresi, sconcertati e anche rattristati”, ha commentato Patti Rundall, il direttore della gruppo britannico Baby Milk Action, che ha partecipato all’assemblea.

“Quello che è successo – ha aggiunto – e’ stato l’equivalente di un ricatto, con gli Usa che tenevano il mondo in ostaggio e tentavano di rovesciare quasi 40 anni di consenso sul modo migliore di proteggere la salute dei neonati e dei bambini”. Alla fine pero’ gli Usa hanno dovuto arrendersi: i russi hanno presentato la misura e gli americani si sono guardati bene dal fare minacce. Ma la tendenza dell’amministrazione americana resta quella di privilegiare il business ignorando la ricerca scientifica indipendente: lo dimostra, scrive Politico, il tentativo di cancellare un rapporto dell’agenzia per la protezione dell’ ambiente (Epa) – completato prima che Trump si insediasse – sugli aumentati rischi di inalare formaldeide, sostanza cancerogena.