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Trump ha deciso: “L’ambasciata Usa sarà trasferita a Gerusalemme”. Rabbia palestinese: “3 giorni di collera”

Donald Trump (foto Ansa)

Donald Trump (foto Ansa)

ROMA – Il capo della Casa Bianca ha comunicato al leader palestinese Abu Mazen l’intenzione di trasferire l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Con lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, gli Stati Uniti riconoscerebbero di fatto la capitale contesa, mai riconosciuta dalla comunità internazionale, come capitale dello stato di Israele.

I palestinesi infatti hanno annunciato “3 giorni di collera” da mercoledì a venerdì per protesta. Tutte le fazioni palestinesi hanno condannato Trump definendo la sua politica “un ricatto”. “Chiamiamo tutto il nostro popolo in Israele e nel mondo – hanno detto – a raccogliersi nei centri delle città e di fronte alle ambasciate e consolati israeliani con l’obiettivo di portare la generale rabbia popolare”.

È stato un portavoce di Abu Mazen a ufficializzare il contenuto della telefonata, aggiungendo che Trump non ha indicato quando lo spostamento avverrà. “Il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha ricevuto una chiamata dagli Stati Uniti – afferma il portavoce palestinese Nabil Abu Rdainah in un comunicato -. Il presidente Trump ha comunicato la sua intenzione di trasferire l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Il presidente Abbas – sottolinea ancora il portavoce – ha avvertito (Trump) delle pericolose conseguenze che una simile decisione potrebbe avere sul processo di pace e sulla sicurezza e stabilità della regione e del mondo”.

“Lo status di Gerusalemme rappresenta la linea rossa per i musulmani” ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan riferendosi all’imminente decisione americana di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, evocando una possibile rottura diplomatica con Israele. E la sua non è stata l’unica reazione in questo momento di stallo, in cui Donald Trump continua a rinviare la decisione sulla spinosa questione, cruciale nel conflitto israelo-palestinese. E’ di questa notte la telefonata del presidente francese al capo della Casa Bianca. Emmanuel Macron, riferisce in un comunicato l’Eliseo, si è detto “preoccupato” per la possibilità che gli Stati Uniti riconoscano Gerusalemme come capitale di Israele. E ha detto al presidente americano che “la questione dello status di Gerusalemme deve avere una soluzione nell’ambito dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi”. Da parte sua, Trump ha telefonato al leader palestinese Abu Mazen, al premier israeliano Benjamin Netanyahu e a re Abdullah di Giordania.

“Trump scherza con il fuoco”. Così alcune fonti dell’amministrazione Usa sintetizzano la “profonda preoccupazione” espressa nei corridoi del Dipartimento di stato e all’interno della comunità di intelligence Usa sull’attesa decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Ad opporsi sarebbero soprattutto i vertici dell’ufficio per gli affari del Vicino Oriente del Dipartimento di stato e gli ambasciatori della regione, che in queste ore starebbero pressando la Casa Bianca mettendola in guardia dagli enormi rischi per la sicurezza nazionale. Finora però nessuna presa di posizione ufficiale da parte del segretario di Stato Rex Tillerson. Anche gli 007 Usa temono che la mossa di Trump possa diventare un boomerang per Israele e contro gli interessi americani in Medio Oriente. Oltre all’aumento del rischio terrorismo.

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