Trump contro Apple: “Sblocchi gli iPhone di criminali e terroristi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2020 16:52 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2020 16:52
Trump contro Apple: "Sblocchi gli iPhone di criminali e terroristi"

Il presidente americano Donald Trump ha criticato duramente Apple (Ansa)

WASHINGTON – Il presidente americano Donald Trump contro Apple, rea di non consentire l’accesso agli iPhone coinvolti in indagini criminali. “Aiutiamo Apple costantemente sul commercio e su molte altre questioni, eppure loro si rifiutano di sbloccare i telefoni utilizzati da assassini, spacciatori e altri violenti criminali”, ha scritto il presidente Usa in un tweet. “Dovranno fare un passo avanti e aiutare il nostro grande Paese, ORA!”.

L’ultimo caso che riporta Apple nel mirino del governo statunitense è l’attacco terroristico del 6 dicembre scorso alla base militare di Pensacola, in Florida. Apple, come già fatto nei casi precedenti, ha spiegato nei giorni scorsi che sta aiutando l’Fbi fornendo l’accesso all’account Apple del killer, ma ha ribadito che non esiste una porta secondaria per accedere agli iPhone. Una scelta, questa, che l’azienda guidata da Tim Cook ha più volte difeso nel corso degli anni, motivandola con la necessità di proteggere la privacy degli utenti da potenziali attacchi di hacker.

Secondo l’azienda di Cupertino, fornire alle autorità una “backdoor” per ottenere i dati contenuti negli iPhone costituisce un rischio eccessivo per la sicurezza, dato che potrebbe permettere l’accesso anche a terze parti in grado di costituire una “minaccia per la sicurezza nazionale”.

L’Fbi aveva ricevuto l’autorizzazione del tribunale per esaminare entrambi i telefoni appartenuti a Mohammed Saeed Alshamrani, giovane ufficiale dell’aviazione saudita che lo scorso mese ha ucciso tre giovani ufficiali della Marina americana e ne aveva feriti altri 8, per poi essere freddato dalla polizia, nel centro di addestramento di Pensacola. Aveva però chiesto l’aiuto di Apple perché “impossibili da sbloccare senza la password”. La compagnia, come sempre in questi casi, aveva fornito accesso ai dati presenti su cloud ma non a quelli salvati sul dispositivo, come era già avvenuto in passato con un iPhone legato all’autore della strage di San Bernardino, perpetrata da un altro estremista islamico il 2 dicembre 2015. (Fonti: Ansa, Agi)