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Trump attacca Cina su Twitter. E loro lanciano 10 missili balistici…

Trump attacca Cina su Twitter. E loro lanciano 10 missili balistici...

Trump attacca Cina su Twitter. E loro lanciano 10 missili balistici…

PECHINO – Donald Trump non ci sta alle polemiche sulla telefonata con la presidente di Taiwan e su Twitter replica alle critiche della Cina. “La Cina – scrive – ci ha mai chiesto se andava bene svalutare la loro valuta (rendendo difficile per le nostre imprese competere), tassare i nostri prodotti che entrano nel loro Paese (mentre gli Usa non tassano i loro), o costruire un massiccio sistema militare nel mezzo del Mar della Cina del Sud? Non penso proprio!”. Per tutta risposta, il governo di Pechino ha lanciato 10 missili balistici subito dopo la nomina di James Mattis a segretario della Difesa.

Spiega Franco Iacch su Il Giornale:

I lanci sono stati eseguiti alla fine del mese scorso, ma annunciati dalla tv di stato China Central Television, poche ore dopo la nomina del generale in pensione del Corpo dei Marine, James “Mad Dog” Mattis, a prossimo Segretario della Difesa. I missili a medio raggio DF-21C sono stati testati nello spazio aereo cinese. Chiaro il messaggio inviato alla Casa Bianca. I missili – si legge nella nota dell’agenzia di stampa ufficiale Xinhua – sono in grado di distruggere le basi degli Stati Uniti in Asia e nel Pacifico in qualsiasi momento.

Intanto l’Ufficio presidenziale di Taiwan definisce “speculazioni selvagge” i rumor di stampa che vogliono la presidente Tsai Ing-wen trattare, a stretto giro dalla telefonata di 10 minuti nella notte tra venerdì e sabato, un incontro a New York con il presidente eletto Usa Donald Trump approfittando della sua “visita di Stato” in America centrale, programmata per gennaio. “Sulle indiscrezioni di stampa che vedono la presidente al lavoro per incontrare il presidente eletto Trump e il suo staff durante la visita di Stato del prossimo mese, si tratta di speculazioni selvagge”, recita una nota presidenziale, in cui si sottolinea che le visite ufficiali all’estero di Tsai e del suo vicepresidente Chen Chien-jen saranno rese pubbliche soltanto dopo la loro conferma e la loro formalizzazione.

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