Trump, scontro con la Corte Suprema. Lui critica i “giudici di Obama”, il presidente lo bacchetta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2018 13:44 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2018 13:50
Trump, scontro con la Corte Suprema. Lui critica i "giudici di Obama", il presidente lo bacchetta

Trump, scontro con la Corte Suprema. Lui critica i “giudici di Obama”, il presidente lo bacchetta

ROMA – “Non ci sono giudici di Obama o di Clinton. In America la magistratura è indipendente!”. L’ira di John Roberts, il presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti, si abbatte su Donald Trump che replica su Twitter a stretto giro di posta: “Mi dispiace, ma i giudici di Obama esistono davvero ed hanno un punto di vista molto diverso dalla gente incaricata di garantire la sicurezza del nostro Paese”.

Si apre dunque un nuovo clamoroso fronte di scontro per il tycoon che rischia di portare a una gravissima crisi istituzionale tra Casa Bianca e Alta Corte. Intollerabili per Roberts le accuse del presidente americano al giudice federale che ha bloccato la stretta sul diritto di asilo, Jon Tigar, definito uomo di Barack Obama solo perché a nominarlo fu l’ex presidente. Trump si è spinto anche oltre, chiamando l’intera corte distrettuale di San Francisco “una vergogna” per il Paese.

Troppo per il presidente del massimo organo giurisdizionale d’America, 63 anni, conservatore, nominato da George W. Bush, che con una dichiarazione affidata alla stampa ha sferrato un attacco senza precedenti al presidente degli Stati Uniti. “Non ci sono giudici di Obama o giudici di Trump o giudici di Clinton, ma solo uno straordinario gruppo di giudici federali dediti a fare il loro dovere”, afferma il magistrato, sottolineando come “l’indipendenza e l’integrità della magistratura nel nostro Paese è un cosa di cui tutti dovremmo essere grati”.

Parole che pesano come macigni, tanto più che arrivano da uno dei saggi di nomina repubblicana, col quale in realtà c’era stata già qualche ruggine in passato: quando durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2016 l’allora candidato Trump criticò duramente Roberts per aver dato nel 2012 il voto decisivo che salvò l’Obamacare, l’odiata riforma sanitaria di Barack Obama.

Ma gli attacchi di Trump alla magistratura da quando è alla Casa Bianca non si contano, come quando si scagliò contro il giudice di origini ispaniche che indagava sulla Trump University definendolo “un messicano” non in grado di giudicare in maniera equa. O come la volta che reagendo al blocco del bando sui musulmani parlò di magistratura politicizzata. Lo schiaffo di Roberts colpisce Trump mentre gioca a golf nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, dove si è recato per le celebrazioni del Thanksgiving.

E’ dalla ‘Casa Bianca d’Inverno’ che il tycoon reagisce twittando: “Sarebbe bello se il nono Circuito fosse davvero un organo giudiziario indipendente”, contrattacca riferendosi alla corte distrettuale federale di San Francisco che ha fermato il suo provvedimento. Corte presso la quale, ricorda Trump, “ci sono molti casi controversi pendenti che riguardano le frontiere e la sicurezza”.

E i giudici – sottolinea – hanno già rovesciato molti di questi casi”. “Noi abbiamo bisogno di protezione e sicurezza e queste sentenze stanno rendendo il nostro Paese insicuro! Molto pericoloso e imprudente!” E a rovinare la festa del ringraziamento al tycoon anche il New York Times, che rivela come la scorsa primavera avrebbe voluto ordinare al Dipartimento di giustizia di perseguire i suoi avversari politici, aprendo un’indagine sia su Hillary Clinton sia sull’ex capo dell’Fbi James Comey.

Fu l’allora avvocato della Casa Bianca, Donald McGhan, a ‘salvarlo’, convincendolo che sarebbe stato un grave errore nominare un procuratore speciale. Un errore che avrebbe portato Trump dritto verso l’impeachment. Un presidente infatti – come emerge da un memo scritto da tutti i legali della Casa Bianca – non ha l’autorità per fare una cosa del genere, se non incorrendo in un abuso di potere.