Trump alla convention repubblicana: “I democratici possono vincere solo truccando”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Agosto 2020 20:30 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2020 20:30
Trump alla convention repubblicana

Trump alla convention repubblicana: “I democratici possono vincere solo truccando” (foto ANSA)

Trump a Charlotte, North Carolina. Ad accoglierlo 336 delegati. Riconfermato dal partito alla presidenza, il presidente Usa sfoggia tutti i suoi successi.

Lo show della convention repubblicana parte con un’ovazione all’ingresso di Donald Trump nell’arena dello Charlotte Convention Center, altro che evento virtuale.

Ad acclamarlo non una folla oceanica, ma appena 336 delegati di partito (ben pochi con la mascherina), quelli che a nome di tutti hanno nuovamente incoronato il tycoon candidato ufficiale alla Casa Bianca. Ma tanto basta per segnare la differenza con i democratici, che solo la settimana scorsa hanno dato vita ad un congresso interamente online.

Del resto il tycoon non si è mai arreso all’idea di una kermesse a porte chiuse, senza il tifo dei suoi sostenitori.

Così si è imbarcato sull’Air Force One ed è venuto in North Carolina, per ascoltare quel ‘four more years’ che avrebbe voluto scandito da migliaia di persone, pandemia o non pandemia.

Il discorso di accettazione della nomination sarà invece pronunciato giovedì dalla Casa Bianca, quando a introdurlo sarà la figlia prediletta Ivanka, quella che il tycoon considera davvero l’erede e che ha voluto con lui alla Casa Bianca insieme al genero Jared Kushner.

Ma ad intervenire in questi giorni sarà l’intera famiglia Trump: una vetrina non solo per proiettare il tycoon verso quella rimonta che gli permetta il 3 novembre di battere Joe Biden, ma anche per lanciare una dinastia politica che consegni i Trump al salotto buono della storia americana. E’ questa la grande ambizione del presidente, ed è anche per questo che il tycoon vuole assolutamente la vittoria fra tre mesi.

“E’ la più importante elezione di sempre. Nel 2016 ci hanno spiato, ora vogliono rubarci il voto. I democratici possono vincere solo truccando“, ha arringato i suoi nell’arena semi deserta.

Intanto da New York arrivava la notizia che la procuratrice generale Letitia James sta indagando sulla Trump Organization, sospettata di aver gonfiato il valore degli asset per ottenere dei prestiti. Nel mirino in particolare il figlio Eric, accusato di essersi sottratto al colloquio con gli inquirenti e di aver negato la consegna della documentazione richiesta.

Trump è quindi ripartito per Washington prima di lasciare in serata la parola al primogenito Donald Junior, 42 anni. E’ lui l’altro possibile erede, ma finora il padre gli ha riservato un ruolo politico minore, più che altro di ‘guastatore’ sui social.

Niente a che vedere con il peso assunto da Ivanka in seno all’amministrazione, oltre che negli affari di famiglia. Ma ad intervenire in video nella seconda giornata saranno anche la first lady Melania, il terzogenito Eric avuto come Donald Jr e Ivanka dalla prima moglie Ivana Trump, e la figlia Tiffany nata dal matrimonio con la seconda moglie Marla Maples. Poi mercoledì sarà la volta della nuora Lara Trump, produttrice televisiva e moglie di Eric.

Una convention, dunque, che in assenza di nomi altisonanti (l’ex presidente George W. Bush il grande assente) si trasforma in un festival, in una celebrazione della famiglia Trump, spia per molti osservatori di un partito repubblicano totalmente preso in ostaggio dal tycoon.

Ma la prima serata vede come protagonista anche colei che è considerata l’astro nascente del partito repubblicano, quella Nikki Haley, ex ambasciatrice Usa al Palazzo di Vetro, che nel partito viene vista sempre più come la donna su cui puntare per il dopo Trump, che sia fra tre mesi o 4 anni. La figlia di immigrati Sikh che, pur essendo uno dei principali consiglieri del presidente, ha sempre dimostrato indipendenza e il carattere per tenere testa anche a uno come il tycoon. E a cui molti vorrebbero affidare il compito di guidare una vera e propria svolta nel partito repubblicano.

Intanto la campagna di Trump ha reso nota l’agenda del secondo mandato del tycoon. Dieci priorità declinate in 49 punti che i detrattori liquidano per lo più come “false promesse” o “irrealizzabile elenco dei desideri”: dieci milioni di posti di lavoro in dieci mesi e un milione di nuove piccole imprese; vaccino anti-Covid entro la fine di quest’anno per tornare alla normalità nel 2021; guerra aperta alla Cina rendendola responsabile per la pandemia e regalando agevolazioni fiscali alle aziende che lasciano il gigante asiatico.

E poi ancora dazi per chi penalizza l’America e il dogma del ‘law and order’, con un forte sostegno alle forze di polizia, un’offensiva contro gli estremisti di sinistra e il pugno duro contro l’immigrazione illegale. I delegati applaudono e Trump lancia la promessa più affascinante: “Andremo su Marte!”. (fonte ANSA)