Trump, Johnson, Bolsonaro e Lukashenko: il lato “positivo” del virus che punisce i leader scettici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2020 13:00 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2020 13:04
Trump Johnson Bolsonaro Lukashenko positivi

Trump, Johnson, Bolsonaro, Lukashenko: la positività del leader scettico (Ansa)

Cosa hanno in comune i capi di Stato Trump, Bolsonaro, Johnson, Lukashenko? Facile: la positività a un virus di cui hanno fino all’ultimo sottostimato la pericolosità.

Oscillanti tra riduzionismo e negazionismo, Trump, Johnson, Bolsonaro, Lukashenko il Covid li ha in un certo senso puniti.

Trump, Johnson, Bolsonaro, Lukashenko: lo scettico positivo

Covid ha punito cioè lo scetticismo del leader autoritario o aspirante tale, del capo che non deve chiedere mai e soprattutto mai indossa una poco virile mascherina protettiva.

Una specie di contrappasso (un pio desiderio di giustizia, è chiaro), anche senza la fervida e un po’ sadica immaginazione del genio dantesco. 

Trump positivo, stop ai bagni di folla, campagna elettorale finita

L’ultimo a essere contagiato Donald Trump, con la moglie Melania. Ora dovrà curarsi e stare fermo in isolamento: lui, la sua campagna elettorale aveva continuato a farla come nulla fosse, senza bagno di folla non si divertiva.

Con il record di 200mila morti di Covid Trump ha avuto l’impudenza di darsi un bel 10 e lode per la gestione della pandemia in Usa. “Io la mascherina non la metto” diceva sostenendo che un presidente non incontra altri presidenti, re e regine con il viso mascherato.

Bolsonaro, “il virus è una febbriciattola”

Jair Bolsonaro, leader di una destra estrema che non fa mistero sulla sua filiazione diretta con il Brasile della dittatura dei generali, è un caso al limite del patologico: per lui il virus era una “febbriciattola”. 

Lukashenko: “Contro il virus bastano sauna, vodka e trattore”

Aleksandr Lukashenko, l’ultimo dittatore d’Europa, a fine luglio risultò positivo. Quando in Bielorussia coronavirus già imperversava lui teneva aperti scuole e stadi.

Secondo lui per sconfiggerlo servivano solo “sauna, vodka e molto lavoro”. Lukashenko quindi, parlando col The Moscow Times, aveva detto che era “bello guardare in televisione le persone che lavorano con i trattori, senza che nessuno parli del virus. Qui, il trattore guarirà tutti. I campi guariranno tutti”. 

Boris Johnson caso a parte: da negazionista a integralista

Discorso a parte per Boris Johnson, sovranista britannico per opportunismo. Ha smesso di negare, ridimensionare e sognare improbabili “immunità di gregge” fino a quando non ci stava per lasciare le penne in terapia intensiva.

Ha funzionato: da allora non solo non nega più la pericolosità del virus, ma chiude i pub, multa fino ma 10mila sterline chi sgarra dalle regole, manda le guardie a controllare chi dorme con chi. (fonte La Repubblica)