“Sparategli alle gambe”: Trump esigeva fossato anti-migranti con serpenti e coccodrilli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2019 9:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2019 9:26
Trump voleva fossato anti-migranti con serpenti e coccodrilli

Il confine tra Messico e Stati Uniti (Ansa)

ROMA – Privatamente Donald Trump ha parlato spesso di fortificare il muro al confine col Messico con una trincea d’acqua piena di serpenti e coccodrilli, sollecitando i collaboratori a stimare i costi. Il fossato medievale sembra una caricatura malevola e un po’ grottesca dei suoi tanti oppositori: invece a rivelare le intenzioni del presidente più controverso della storia americana è il New York Times. Che cita come fonti una dozzina di dirigenti Usa

L’articolo si basa sul libro in uscita il prossimo 8 ottobre firmato da due giornalisti, Mike Shear e Julie Hirschfield Davis, e intitolato “Border Wars: Inside Trump’s Assault on Immigration”, ovvero “Guerre di frontiera: dentro l’assalto di Trump all’immigrazione”. Le rivelazioni non finiscono qui: dopo aver suggerito pubblicamente che i soldati sparassero ai migranti se tiravano pietre, il presidente fece marcia indietro quando gli fu spiegato che era illegale ma poco dopo in un incontro suggerì che sparassero loro alle gambe.

Avrebbe anche voluto dotare il muro di reti elettrificate ma sono vietate dalla legge come gli hanno fatto notare i suoi advisor. Lo scorso marzo in una riunione nello studio Ovale Donald Trump ordinò a suoi più stretti collaboratori di chiudere l’intero confine di 2000 km col Messico entro il mezzogiorno del giorno dopo, gettandoli nel panico. Poi fu persuaso a non farlo ma si vendicò iniziando una serie di purghe di coloro che avevano tentato di contenerlo. (fonti New York Times, Ansa)