Trump pronto a cacciare 200mila cittadini salvadoregni dagli Usa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2018 12:52 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2018 12:52
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Trump pronto a cacciare 200mila cittadini salvadoregni dagli Usa

ROMA – Trump pronto a cacciare 200mila cittadini salvadoregni dagli Usa. Pugno duro dell’amministrazione Trump, ancora una volta sull’immigrazione. Stavolta nel mirino della Casa Bianca ci sono circa 200mila cittadini di El Salvador che da oltre dieci anni vivono negli Stati Uniti e che il Dipartimento per la sicurezza nazionale si appresta ad espellere.

Si tratta di individui e famiglie sfuggiti ai due devastanti terremoti che colpirono il Paese centroamericano nel 2001 e a cui gli Usa riconobbero lo status di protezione temporanea.

Una condizione sempre prorogata sia dall’amministrazione Bush che dall’amministrazione Obama. Ora – ha annunciato il governo americano – il governo di Trump si appresta a porre fine a questo regime, col risultato che le persone che perderanno lo status di protezione temporanea saranno costrette a lasciare il Paese, pena il rimpatrio forzoso.

A meno che nel frattempo a loro posizione non venga regolarizzata. In particolare, i cittadini salvadoregni coinvolti avranno tempo fino al 9 settembre del 2019 per lasciare gli Stati Uniti o trovare la maniera per ottenere la residenza legale. Del resto la motivazione data dal dipartimento guidato da Kirstjen Nielsen è quella che le condizioni di El Salvador sono talmente migliorate dai tempi dell’ondata sismica che sconvolse il Paese che lo status di protezione non ha più motivo di essere.

A nulla sembrano essere valse le polemiche delle associazioni per la difesa dei diritti civili, che mettono in guardia dai rischi del rientro di così tante persone in un Paese ancora segnato da violenze e caratterizzato da un’elevata instabilità politica. Oltre al problema dei circa 190 mila bambini nati dai salvadoregni cui era stato riconosciuto lo status di protezione. Lo scorso novembre il programma di protezione temporanea è stato già terminato da parte dell’amministrazione Trump per 60mila haitiani colpiti dal terremoto del 2010 e per 2.500 nicaraguensi vittime dell’uragano Mitch del 1998.