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Trump e i video islamofobici: retweet a Theresa May che lo condanna, ma è la May sbagliata

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Trump retwitta Theresa May sui video anti-islam, ma sbaglia May

ROMA – Trump e i video islamofobici: retweet a Theresa May che lo condanna, ma è la May sbagliata. Ancora una volta l’uso smodato di Twitter tradisce Donald Trump, finito nella bufera per aver postato tre video anti-Islam girati da una leader dell’ultradestra britannica (Britain First). Una mossa costata al presidente americano l’ennesima strigliata da parte della premier britannica Theresa May, che ha affidato a una nota di Downing Street tutta la sua irritazione: “Si tratta di una scelta sbagliata”. Punto e basta?

Non proprio. Donald Trump non ce l’ha fatta a non replicare su Twitter a Theresa May: “Non concentrarti su di me – scrive Trump – ma sul terrorismo radicale islamico nel Regno Unito. Noi siamo a posto!”. Peccato il tycoon/presidente abbia sbagliato a scrivere l’indirizzo Twitter della premier britannica, indirizzando i suoi follower su un’altra Theresa May. L’errore è stato corretto solo dopo una trentina di minuti.

I tre video di Britain First. Nel primo dei tre video postati da Trump, intitolato ‘Un migrante musulmano picchia un ragazzo olandese sulle stampelle’, si mostra un giovane dai capelli scuri che va incontro ad un ragazzo biondo sulle stampelle in un parco. Prima lo abbraccia e poi all’improvviso comincia a prenderlo a calci e pugni in modo brutale.

Nel secondo filmato, dal titolo ‘Un musulmano distrugge la statua della Vergine Maria’, il protagonista è un uomo dalla barba lunga e nera, tunica e copricapo tipicamente arabi, che prende una statua della Madonna e la getta in terra con violenza riducendola in pezzi. Accanto all’uomo, un altro con la barba nera ride di fronte al gesto violento. Nell’ultimo video, il più scioccante, quelli che vengono definiti ‘bulli islamici’ picchiano un ragazzino e lo spingono giù dal tetto di un palazzo uccidendolo: si sentono le urla della vittima circondata da uomini con il volto coperto, mentre uno di loro sventola una bandiera nera che potrebbe essere quella dell’Isis.

Dal vedovo di Joe Cox,la risposta più tagliente a Trump. “Tu hai sparatorie di massa ogni singolo giorno nel tuo Paese, hai un tasso di omicidi molte volte più alto che nel Regno Unito, il tuo sistema sanitario è alla rovina, non riesci a far passare nulla da un Congresso che controlli, mi concentrerei su questo”. Arriva di nuovo da Brendan Cox, vedovo della deputata laburista britannica Jo Cox, assassinata l’anno scorso da un estremista di destra inglese, la risposta più tagliente all’intimazione rivolta dal presidente Usa, Donald Trump, alla premier Theresa May a occuparsi “del terrorismo in Gran Bretagna”

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