Turchia, pugno duro con il Pkk: oltre 50 morti

Pubblicato il 22 ottobre 2011 19:14 | Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2011 19:44

ANKARA, 22 OTT – Sono iniziati i bollettini di sangue sul fronte dell'operazione di terra che le forze armate turche stanno conducendo sui due lati del confine iracheno per eliminare, con una soluzione ''modello Sri Lanka'', i terroristi curdi del Pkk.

Negli ultimi due giorni sono stati uccisi 49 terroristi, ha annunciato lo Stato maggiore delle Forze armate turche in un comunicato emesso nel terzo giorno dell'operazione, che sta impegnando soprattutto nel sud-est della Turchia, ma anche nell'Iraq settentrionale, circa diecimila commandos (solo mille sarebbero quelli spintisi oltre confine).

Le uccisioni, viene precisato in una nota delle ''Turk Silahli Kuvvetleri'' (Tsk, le Forze armate turche), sono avvenute nella provincia di Hakkari, in Turchia. I media, che calcolano in tutto 53 miliziani del Pkk uccisi, precisano che piu' di 30 sono i terroristi morti oggi.

L'obiettivo, ha sottolineato Bulent Arinc, un vicepremier e portavoce del governo, e' quello di sradicare il terrorismo dando un colpo finale al Pkk: insomma ''farla finita'' con questa organizzazione terroristica, ha sintetizzato il ministro dell'Interno, Idris Naim Sahin. Queste e altre dichiarazioni bellicose hanno spinto un commentatore ha evocare il ''modello Sri Lanka'' e lo sterminio delle indipendentiste ''Tigri Tamil'' nel maggio di due anni fa.

L'operazione – in preparazione da settimane e appoggiata da aerei, elicotteri e droni – e' stata lanciata per dichiarata ''vendetta'' dell'attacco piu' sanguinoso degli ultimi 18 anni portato mercoledi' contro le forze di sicurezza turche dal Pkk proprio ad Hakkari, uccidendo 24 soldati.

Nel nord dell'Iraq la formazione terroristica avrebbe circa 2.000 uomini, che sfruttano l'inattivita' delle autorita' locali di etnia curda per colpire nell'est della Turchia, trovando rifugio fra l'altro sul monte Kandil. Un meccanismo di attacchi mordi-e-fuggi che Ankara vuole bloccare in un quella che gia' si profila come una corsa contro il tempo, dato che il Kandil, base principale del Pkk, situato sul confine fra Iraq e Iran, d'inverno diventa quasi inespugnabile a causa della neve.

''La sicurezza di Parigi, Bruxelles, Londra comincia nelle province di Sirnak, di Hakkari'', ha sostenuto il ministro turco per gli Affari europei e Capo negoziatore per l'ingresso nell'Unione Europea, Egemen Bagis, sottolineando che il Pkk ''non e' soltanto nemico della Turchia, ma anche dell'Europa''.

Ankara, per la sua mini-invasione, la 26/a nel nord dell'Iraq dal 1983, comunque ha gia' ricevuto l'avallo degli Usa e una minima collaborazione da parte degli iracheni. Sui media turchi tiene banco l'ipotesi che la confinante Siria, per distogliere la Turchia dall'accompagnare gli Usa nelle pressioni che dovrebbero portare alla caduta del regime del presidente Bashar Al Assad, stia aiutando il Pkk nella sua lotta indipendentista, che dal 1984 ha causato piu' di 45 mila morti.