Turchia, dalla Russia il sistema di difesa aereo S-400. Usa minacciano sanzioni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 15 Luglio 2019 14:51 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2019 14:51
Turchia, dalla Russia il sistema di difesa aereo S-400. Usa minacciano sanzioni

(Foto Ansa)

ROMA – La Turchia ha ricevuto le prime parti del sistema di difesa aereo russo S-400 che la Nato non accetta sia utilizzato da un membro dell’Alleanza Atlantica. 

Secondo quanto affermato in una dichiarazione dal ministro della Difesa turco “la consegna delle parti S-400 continua come previsto. Alla base area di Murted sono atterrati otto aerei che trasportavano componenti del sistema”. 

Le consegne di S-400 in Turchia sono iniziate il 12 luglio e il 14 il presidente Recep Tayyip Erdogan ha descritto l’accordo con la Russia sull’S-400 come il più importante della Turchia moderna.
Ha inoltre aggiunto che la fornitura dei sistemi russi di difesa aerea potrebbe essere completato entro aprile 2020.

La trattativa è partita in sordina a fine 2016 e nel 2017 è giunta ad un accordo, firmato da Putin ed Erdogan, da 2,5 miliardi di dollari. È il primo acquisto di armi da parte di un Paese Nato da un Paese al di fuori dell’Alleanza, la Russia.

Ankara sembra quindi decisa ad ignorare le minacce di Washington, che più volte le ha intimato di cancellare l’ordine pena l’applicazione di sanzioni economiche e l’esclusione dal suo programma degli aerei da caccia F-35. Finora la Turchia ha sempre detto che i suoi acquisti nel settore della difesa sono una questione di sovranità nazionale. Secondo il Pentagono, in gioco ci sono i segreti militari occidentali.

La Turchia diventa così il primo membro dell’Alleanza a concludere un contratto del genere con Mosca, unendosi a Cina e India, e dà un altro strattone verso est alla sua collocazione geopolitica.

In tre anni e mezzo, i rapporti con Mosca sono passati dal rischio di una crisi militare per l’abbattimento del jet Su-24 alla piena cooperazione militare nella regione. Insieme all’Iran, e pur su posizioni contrastanti, i due Paesi tirano oggi le fila del conflitto in Siria.

Sempre più forti sono anche i legami economici e strategici: la Russia sta costruendo la prima centrale nucleare turca di Akkuyu e il gasdotto Turkish Stream per portare il suo metano in Europa, mentre i suoi turisti in Turchia – quasi 6 milioni l’anno scorso – hanno superato tutti gli altri. Ma Europa e Usa restano ancora i mercati privilegiati. Per l’equilibrismo di Erdogan è l’ora della verità. 

(Fonti: Ansa, Sputnik News)