Turchia/elezioni: deludente risultato per il parito del premier Erdogan

Pubblicato il 3 aprile 2009 10:36 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2009 10:39

Per il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan la sconfitta è un concetto poco familiare, ma il suo Partito Giustizia e Sviluppo (AK) l’ha provato per la prima volta alle elezioni locali del 29 marzo scorso, quando gli elettori gli hanno dato solo il 39 per cento dei voti, a quanto scrive The Economist.

La percentuale  è stata superiore a quella ottenuta dal suo rivale, il Partito per una Società Democratica (DTP), ma pur sempre un notevole calo rispetto al 47 per cento ottenuto alle elezioni generali del 2007.

Erdogan, che aveva considerato la consultazione locale come un referendum su se stesso, non ha nascosto la sua delusione: l’AK ha perso 12 città, tra cui Siirt, dove e’ nata la moglie del primo ministro, Emine. Ha perso anche la città curda di Van, conquistata dal messaggio nazionalista del DTP che ha sconfitto il messaggio per un comune legame islamico di Erdogan.

Ma in ogni caso, osserva l’Economist, le elezioni sono state una vittoria per la traballante democrazia turca. E mentre il partito di Erdogan si lecca le ferite, due insegnamenti emergono chiaramente.

Il primo è che Erdogan ha sostenuto che la crisi economica non ha colpito la Turchia, facendo infuriare gli elettori tra cui la disoccupazione e’ al 13,6 per cento (dati di dicembre). Il secondo è il decrescente desiderio di attuare le riforme la cui prospettiva ha indotto l’Unione Europea ad aprire negoziati nel 2005 per l’ingresso della Turchia. La conseguenza è stata che i progressisti, finora i più entusiasti sostenitori dell’AK, questa volta non l’hanno votato.