Ucraina, Obama avverte Mosca: “Pagherà. Kiev non membro Nato, ma i vicini sì”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2014 - 23:32| Aggiornato il 29 Agosto 2014 OLTRE 6 MESI FA
Ucraina, Obama avverte Mosca: "Pagherà. Kiev non membro Nato, ma i vicini sì"

Barack Obama e Vladimir Putin (Foto Lapresse)

WASHINGTON –  E’ evidente al mondo intero che le forze russe hanno sconfinato in Ucraina. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama dopo la diffusione da parte della Nato di nuove foto satellitari che mostrano chiaramente l’incursione dei carri armati russi oltre il confine ucraino.

Gli ultimi avvenimenti, per Obama, sono “una continuazione” di ciò che è andato avanti per mesi. “Questa non è una rivolta cresciuta in casa”, ha osservato. L’avvertimento a Mosca è palese: “La Russia ne è responsabile e ci saranno gravi conseguenze”.

Il presidente Usa ha poi fatto sapere di aver parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel “ed entrambi siamo d’accordo che la Russia è responsabile della violenza nell’est dell’Ucraina”. Salvo poi precisare che: “Non prenderemo un’azione militare per risolvere il problema dell’Ucraina”.

“L’Ucraina – ha precisato Obama – non è membro della Nato, ma alcuni dei Paesi suoi vicini lo sono”. Dinanzi all’avanzata dei separatisti, Kiev aveva infatti chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E una risposta, seppure indiretta, da parte del presidente americano c’è stata.  “Gli Usa – ha aggiunto Obama – prendono l’articolo 5 dell’Alleanza atlantica con serietà”.

Nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente Usa  ha parlato anche della situazione in Siria. Obama ha spiegato che i terroristi dell’Isis stanno perdendo armi ed equipaggiamento come conseguenza dei raid americani. L’Isis rappresenta una minaccia immediata, ha affermato il presidente Usa, aggiungendo che per affrontarla è necessario realizzare una strategia regionale e ribadendo che i raid continueranno. Il segretario di Stato Usa John Kerry si recherà in Medio Oriente per consultarsi con i Paesi sulla minaccia dell’Isis e creare una coalizione.