Siria, asse Roma-Berlino-Parigi-Londra-Madrid: riconvocati gli ambasciatori

Pubblicato il 27 Aprile 2011 20:53 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2011 21:40

ROMA – L’Ue fa quadrato sulla Siria: Parigi, Roma, Londra, Madrid e Berlino scendono in campo con un’azione coordinata e convocano gli ambasciatori di Damasco accreditati per esprimere ”forte condanna” per le violenze e la repressione contro i manifestanti.

Ci si prepara anche alla ‘controffensiva’ mettendo sul tavolo dei 27 l’arma delle sanzioni mentre l’Onu, da parte sua, annuncia una riunione ‘speciale’ del Consiglio per i diritti umani.

Le ritorsioni economiche saranno al centro di una richiesta targata Italia-Francia al prossimo vertice Ue di maggio, ha annunciato il ministro degli esteri Franco Frattini: ”Dure sanzioni mirate contro i responsabili militari e dei servizi di sicurezza delle stragi delle settimane scorse” ha spiegato il capo della diplomazia italiana sottolineando che non ci può essere ”nessun doppio standard rispetto alla Libia, anche se a oggi è evidente un decorso diverso”.

I 27, in attesa del Consiglio di maggio, ne inizieranno comunque a parlare già dopodomani nella riunione degli ambasciatori in programma a Bruxelles. Un’ipotesi, quella delle sanzioni che da giorni rimbalza anche dall’altra parte dell’oceano con gli Usa che hanno ipotizzato non solo un congelamento dei beni ad una decina di uomini del potere di Damasco ma anche un eventuale embargo commerciale.

Se un intervento vero e proprio, così come avvenuto in Libia, al momento appare difficile, come ricordato al termine del vertice italo-francese e ribadito anche dal ministro della Difesa britannico, Liam Fox (ci sono ”limiti pratici a quanto possiamo fare”, ha detto), sulle sanzioni il fronte Ue si profila compatto: Italia, Francia, Gran Bretagna ma anche Germania, Belgio e Olanda hanno ribadito di essere pronte e di spingere per una decisione concordata.

”Con il ministro degli Esteri francese Juppé” abbiamo chiesto ”che l’Ue a maggio discuta di sanzioni” alla Siria, ha spiegato il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini oggi nel corso di un’audizione in Parlamento.

Sulla stessa linea sono arrivate le dichiarazioni della cancelleria tedesca Angela Merkel: la Germania ”appoggerà con forza” eventuali misure Ue, ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert mentre il ministro belga Vanackere ha sottolineato come ”quando un regime colpisce la sua popolazione, si è raggiunto un punto di non ritorno”: Belgio e Olanda – ha detto – auspicano l’Ue trovi un consenso in merito.

Ma sul fronte siriano in campo è scesa anche la diplomazia. Con l’azione concordata annunciata oggi da Parigi che ha visto la Farnesina, il Foreign Office, il Quai d’Orsay ma anche i ministeri degli esteri di Berlino e Madrid convocare i rispettivi rappresentati diplomatici siriani (quello in Italia saràricevuto tra stasera e domani mattina, ha detto Frattini).

Intanto si muove anche l‘Onu con il suo Consiglio per i diritti umani che terrà venerdì 28 aprile una sessione speciale ad hoc sulla situazione in Siria. Una decisione presa dopo che un numero di stati membri ha appoggiato la richiesta per la riunione che era stata avanzata dagli Usa. E che ieri aveva ricevuto anche una nuova spinta dal vertice italo-francese: “Assieme al ministro degli Esteri francese Juppé” abbiamo chiesto ”un’inchiesta indipendente dell’Onu” sulle stragi in Siria, ha ricordato il capo della Farnesina.