Usa. Americani più pessimisti che mai per colpa di Casa Bianca e Congresso

di Licinio Germini
Pubblicato il 22 Aprile 2011 15:50 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2011 19:55

Il Congresso degli Stati Uniti

WASHINGTON, STATI UNITI – L’atmosfera pasquale non sembra rasserenare gli americani da quelle che stanno diventando le loro crescenti preoccupazioni, ed anzi secondo un sondaggio New York Times-Cbs News pubblicato in apertura di prima pagina dal quotidiano sono ora più pessimisti riguardo all’andamento dell’economia ed alla direzione generale del Paese dal tempo dell’insediamento alla Casa Bianca del presidente Barack Obama, quando l’America era ancora avvolta nelle spire della Grande Recessione.

Mentre aumentano il prezzo della benzina e la disoccupazione e in Congresso a Washington si bisticcia sui modi e sui tempi di come il governo federale deve affrontare i suoi obblighi, i risultati del sondaggio indicano un brusco cambio dell’atteggiamento del pubblico nel senso che la lenta, ma instabile, fiducia all’inizio dell’anno che la recovery dell’economia era cominciata, ora è del tutto sparita.

A sottolineare il brusco cambio di atteggiamento, il sondaggio ha accertato che il numero degli americani secondo cui l’economia sta peggiorando è balzato del 13 per cento in un solo mese. I numeri parlano chiaro. Nel sondaggio di New York Times-CBS News realizzato ad ottobre, a ritenere che l’economia stesse peggiorando era il 28 per cento, mentre ora è schizzato al 39. ”Ti dicono che l’economia sta migliorando, ma non è vero”, dice Frank Tufenkdjian, un repubblicano di Bayville, New York. ”Conosco tanta gente disoccupata che non riesce a trovare un lavoro, e non è che non ci sta provando”.

Sebbene nello scorso autunno gli economisti scorsero quelli che definirono incoraggianti segnali di ripresa, ora molti di loro ci stanno ora ripensando ed avvertono che il ritmo dell’attuale espansione potrebbe non essere sufficiente per creare in tempi relativamente brevi nuovi posti di lavoro. Naturalmente questo oscuro stato di cose ed il conseguente malumore del pubblico stanno facendo calare le valutazioni in percentuale per democratici e repubblicani in Congresso e per lo stesso presidente Obama. Diviso tra una camera a maggioranza repubblicana e un senato a maggioranza democratica, il 75 per cento degli intervistati ha espresso verso di esso parere negativo.

La disapprovazione per come il capo della Casa Bianca sta gestendo l’economia è del 75 per cento, mai così alta, un campanello d’allarme ora che Obama si sta preparando a candidarsi per un secondo mandato nel 2012. Una percentuale analoga disapprova anche come il presidente sta avendo a che fare con il vertiginoso deficit di bilancio federale, ma una percentuale ancora più alta critica come lo stanno facendo i deputati repubblicani.

Con il 70 per cento degli americani secondo cui il Paese sta andando nella direzione sbagliata, non sorprende che la fiducia nei due maggiori partiti ne risenta. Il 56 per cento degli intervistati non vede di buon occhio i repubblicani, mentre vanno un pò meglio i democratici, malvisti dal 49 per cento.

Il sondaggio ha anche accertato che la maggior parte degli americani non ritiene che Obama e i repubblicani condividano quelle che essi considerano essere le priorità del Paese. L’approvazione per le politiche del presidente è scesa al 46 per cento, una diminuzione di sette punti rispetto a gennaio. Ed è anche diminuito l’appoggio che aveva per la sua gestione della crisi libica: il 39 per cento approva e il 45 per cento disapprova. Un sondaggio della CBS a marzo aveva accertato che ad approvare era il 50 per cento e che solo il 29 per cento disapprovava.