Usa, attentato fallito: “Non è come l’11 settembre”

Pubblicato il 3 Gennaio 2010 19:01 | Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2010 19:01

Il sospetto attentatore, Umar Farouk Abdulmutallab

Un errore umano, una falla nel sistema hanno permesso a un terrorista di salire a bordo di un aereo Usa a Natale, ma quell’attentato fallito sul volto Amsterdam- Detroit sembra lontano dal disastro dell’11 settembre.

All’origine dell’analisi di John Brennan, assistente di Obama in materia di sicurezza e anti-terrorismo, non ci sono solo le differenze oggettive fra i due attacchi, come la riuscita del piano e le persone coinvolte.

«Il sistema di controllo americano non ha funzionato come avrebbe dovuto, ma non come per l’attentato alle Torri gemelle», ha spiegato Brennan alla Cnn.

«Non c’è stato alcuno sforzo di nascondere le informazioni», facendo riferimento alla polemica sulle agenzie di intelligence che seguì il 9/11.

Il padre del sospetto responsabile dell’attacco fallito, organizzato da uno studente nigeriano, aveva informato prima del gesto le autorità americane  che il figlio aveva dei legami con gli estremisti islamici.

Brennan ha spiegato che quell’allarme non è stato collegato ad altri elementi in mano agli 007, in quanto fa parte di una serie di «pezzi» di informazioni.

Tuttavia ha respinto l’ipotesi di altri avvertimenti “ignorati” dall’intelligence, come il fatto che l’attentatore abbia acquistato il biglietto aereo in denaro contante in Ghana prima andare in Nigeria per la prima tappa del suo viaggio.

«Un sacco di gente compra i biglietti in Africa con denaro contante, la gente all’aeroporto Amsterdam non lo sapeva».