Usa, il mistero delle basi nel mondo: sarebbero più di mille, ma il Pentagono nega

Pubblicato il 19 Gennaio 2011 10:01 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2011 10:10

Oltre mille basi in 39 Paesi: sarebbe questo il numero più probabile del potere militare a stelle e strisce nel mondo, anche se numeri ufficiali, ovviamente, non ce ne sono.

A tracciare il quadro del potere dell’arma made in Usa è un articolo della Stampa a firma di Nick Turse, storico e studioso del potere militare, che ricorda l’inchiesta del 1955 pubblicata dal Chicago Daily Tribune: “«La bandiera americana sventola su più di trecento capisaldi nel mondo”, scriveva il reporter Walter Trohan. “Campi e caserme coprono dodici possedimenti d’oltremare e protettorati. Le basi sono in 63 nazioni o isole straniere”.

Oggi gli ultimi dati pubblicati dal dipartimento della Difesa parlano di 761 avamposti in 39 Paesi, ma il numero non comprende i siti di meno di cinque ettari e del valore inferiore a dieci milioni di dollari. Gli avamposti all’estero gestiscono 52mila edifici e 38mila infrastrutture pesanti, come moli, depositi per il carburante, oltre a 9100 “strutture lineari”, cioè strade, ferrovie e oleodotti.

In Afghanistan il colonnello Wayne Shanks, un portavoce dell’Isaf, ha confidato a Turse che Washington ha oltre 400 basi, compresi campi, basi avanzate e avamposti di combattimento. Ma di queste basi non c’è traccia nel Rapporto del dipartimento di Difesa. Quindi, aggiunte le basi afghane al conto del 10955, il numero sale ad oltre mille.

Nessun dato ufficiale neppure per l’Iraq: un documento indica 88 basi, comprese Camp Taji, Camp Ramadi, Joint Base Balab, che da sole ospitano 7000 militari. Nessuna di queste è nella lista ufficiale, ma aggiunte ai dati del Pentagono fanno salire il numero complessivo a 1169. Ufficiose ma non ufficiali anche le basi in Pakistan e in Arabia Saudita.

Tutti questi avamposti hanno a loro disposizione anche undici flotte dotate di portaerei, un incrociatore lanciamissili, due cacciatorpediniere lanciamissili, un sommergibile d’assalto, navi appoggio per le munizioni, carburante e approvvigionamenti.

Ogni portaerei ha cinquemila uomini, un incrociatore arriva a quota mille tra marinai e ufficiali. Le undici flotte dispongono di un centinaio di porti in tutto il mondo, secondo un’espansione che ha avuto inizio dopo la seconda guerra mondiale, e che ha trovato un limite solo nelle difficoltà economiche seguite alla recente crisi del 2008. La commissione bipartisan per la riduzione del deficit ha suggerito di tagliare di un reezi ke basi americane in Europa e Asia, ma al momento la mappa mimetica americana nel mondo non è cambiata.