Usa, Brett Kavanaugh giudice alla Corte Suprema: la vittoria di Trump nonostante le accuse

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 ottobre 2018 11:26 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2018 11:26
Usa, Brett Kavanaugh giudice alla Corte Suprema: la vittoria di Trump nonostante le accuse

Usa, Brett Kavanaugh giudice alla Corte Suprema: la vittoria di Trump nonostante le accuse (Kavanaugh con la famiglia e Trump, foto Ansa)

NEW YORK – Il Senato americano ha confermato Brett Kavanaugh alla Corte Suprema: una vittoria importante per Donald Trump, ad un mese dalle cruciali elezioni di medio termine.

Il tycoon loda il Senato ed esulta: “E’ un grande giorno per l’America”. I democratici sconfitti però non mollano la presa e assicurano che continueranno a dare battaglia: se al voto di novembre prenderanno il controllo della Camera, come appare possibile, l’apertura di un’indagine seria su Kavanaugh è data per scontata. E non è esclusa neanche una procedura per impeachment.

Con una maggioranza risicata, 50 voti a favore e 48 contrari, il Senato ha detto sì al giudice scelto dal presidente americano che si appresta a sostituire Anthony Kennedy alla Corte Suprema. A presiedere lo storico voto il vice presidente Mike Pence, costretto a sospendere le operazioni di voto in seguito alle proteste dei manifestanti in aula, allontanati rapidamente dalle forze dell’ordine. Mentre fuori dal Senato decine di dimostranti venivano arrestati.

Kavanaugh diventa così il 114mo giudice della Corte Suprema e sarà operativo già dalla prossima settimana. La sua nomina è destinata a cambiare pelle alla corte, che diventa così la più conservatrice della storia moderna americana.

Per Trump (e i repubblicani) si tratta di un’impronta decisiva: Kavanaugh e Neil Gorsuch, l’altro giudice nominato dal tycoon, sono tutti e due giovani e destinati quindi a servire molto a lungo.

Il via libera del Senato arriva al termine di una furiosa battaglia politica, scatenatasi intorno alle accuse di molestie sessuali avanzate contro Kavanaugh. L’accusatrice Christine Ford ha seguito da lontano gli sviluppi di Washington: i suoi legali la descrivono “senza rimpianti” nonostante la sua testimonianza in Senato non sia riuscita a fermare la nomina. “Ritiene di aver fatto la cosa giusta”, raccontano gli avvocati, precisando che la loro assistita non è interessata e non preme per l’impeachment di Kavanaugh.

Le parole e le ricostruzioni di Ford hanno lasciato parte dell’America a bocca aperta e hanno spinto in piazza migliaia di persone a manifestare contro Kavanaugh. Tra i repubblicani, l’unica donna a voltare le spalle a Kavanaugh è stata la senatrice dell’Alaska Lisa Murwkoski. “E’ una brava persona, ma non penso sia adatto per la Corte Suprema. Devo votare in base alla mia coscienza”, ha detto in aula, spiegando ai suoi colleghi i motivi che l’hanno indotta a prendere le distanze dal partito.

Per alcuni democratici Murwkoski è già un’eroina, pur non essendo riuscita nella grande impresa: le donne l’applaudono per il coraggio, lo stesso coraggio – le dicono – che è servito a Ford per uscire allo scoperto e presentarsi in Senato. Per i repubblicani si tratta di una vittoria importantissima che arriva ad una manciata di settimane dalle elezioni di novembre.