Budget, braccio di ferro Obama-repubblicani: rischino il posto 800mila dipendenti statali

Pubblicato il 6 Aprile 2011 21:18 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2011 21:26

Barack Obama

NEW YORK – Prosegue il braccio di ferro tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e i repubblicani del Congresso (che controllano la Camera dei Rappresentanti) sul budget 2011, ormai giunto a metà esercizio, senza che siano stati registrati progressi in queste ore.

In assenza di un accordo entro il 7 aprile, venerdì 8 circa 800mila dipendenti statali verranno messi in congedo temporaneo, non essendoci più i fondi per pagare gli stipendi. Era già successo nel 1995, con una crisi durata diverse settimane.

La preoccupazione espressa sia dalla Casa Bianca, secondo cui cui il cosiddetto ‘shutdown’ intralcerà seriamente la ripresa in corso, sia dal capogruppo alla Camera John Boehner, che vuole evitare il peggio, lasciano supporre che un accordo verrà raggiunto all’ultimo minuto.

Oggi, 6 aprile, Obama ha sentito per telefono sia Boehner sia il capogruppo al Senato Harry Reid, un democratico, ma non sono al momento previsti incontri alla Casa Bianca.

Boehner ha fatto sapere che la telefonata con Obama è durata ”circa tre minuti” soltanto, e l’entourage del presidente, oggi a Filadelfia e a New York, non ha escluso un incontro a tarda serata alla Casa Bianca, se sarà necessario.

La Casa Bianca accetta tagli per 70 miliardi di dollari circa, i repubblicani puntano ad ottenerne un centinaio. Secondo Obama, vogliono farlo ”tagliando con l’accetta” mentre il presidente predilige ”un taglierino”.

Se ci sarà lo ‘shutdown’, non verranno più aggiornati i siti web governativi, non verranno più erogati i prestiti pubblici alle piccole e medie imprese, non verrrano più rilasciati i permessi dell’Epa, (Environmental Protection Agency, l’equivalente del nostro ministero dell’ambiente), il che rallenteràdecisamente il settore della costruzione edile.

Sono previste eccezioni per il programma medico Medicare destinato ai meno abbienti, mentre i militari del Pentagono – ma non i civili – continueranno a lavorare ma senza essere pagati finché la crisi non sarà stata risolta.