Usa, elezioni. Due deputati democratici accusati di atti indebiti rischiano di affondare il partito

Pubblicato il 2 agosto 2010 18:22 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2010 18:27

I due deputati Charles Rangel e Maxine Waters

Due deputati democratici nei confronti dei quali sono state mosse svariate accuse, Charles Rangel e Maxine Waters, rischiano di danneggiare ancor più il partito richiedendo un procedimento etico a loro carico in autunno, quando i democratici dovranno lottare fino all’ultimo uomo per conservare la loro traballante maggioranza in Congresso, a quanto scrive il New York Times.

Nessuno dei due corre rischi elettorali, ma entrambi vogliono smentire le accuse nei loro confronti e vogliono farlo pubblicamente. Rangel,deputato da 20 anni, che è stato accusato di 13 violazioni incluso il mancato pagamento delle tasse sulla sua villa nella Repubblica Dominicana, rappresenta un solido distretto nel quartiere di Harlem. La Waters, accusata di aver usato il suo ufficio per aiutare una banca dove il marito possiede azioni, anch’essa ha un seggio inattaccabile a Los Angeles.

Ma la tenacia con cui entrambi si battono contro le accuse a loro carico li pone contro i leader del loro partito, in particolare la speaker della camera, Nancy Pelosi, famosa per un discorso in cui si impegnava ”a prosciugare la palude” e gestire ”il Congresso più onesto della storia”

I procedimenti etici nei confronti di Rangel e Waters – che appartengono entrambi al Gruppo Congressionale Nero – rischiano di ferire i democratici proprio mentre stanno cercando di respingere con tutte le loro forze l’assalto dei repubblicani che mirano a sottrargli la maggioranza congressuale. E i procedimenti rischiano anche di suscitare tenzioni razziali sia tra i democratici, dove i parlamentari di colore chiedono come mai tante indagini sono indirizzate nei loro confronti, sia tra gli elettori, specialmente in distretti bianchi e rurali dove molti deputati conservatori già ora si trovano in difficoltà.

C’e’ poi il fatto, come ha ricordato il deputato democratico della Carolina del Sud, James Clyburn, che i recenti cambiamenti nelle norme che regolano l’etica congressuale e il controverso clima politico rendono i parlamentari vulnerabili a calunnie false e suscettibili di essere accusati anche quando sbagliano involontariamente.

Del caso di Rangel e della Waters i repubblicani naturalmente gioiscono, ritenenedo soprattutto che se con i procedimenti etici i democratici fossero costretti a lavare in pubblico i loro panni sporchi, ciò significherebbe un’erosione di consensi alle urne. Ken Spain, uno dei portavoce del Comitato Congressuale Repubblicano, ha definito il caso dei due deputati ”sintomi di una malattia più grave a Washington”, aggiungendo che ”questo è il motivo per cui le elezioni di novembre saranno come un referndum non solo sulle fallite politiche del presidente Obama, ma anche sulla fallita leadership del Congresso a maggioranza democratica”.

Come partito di maggioranza i democratici sono quelli che hanno di più da perdere. Stuart Rothenberg, un analista non partisan delle elezioni congressuali, ha detto che i potenziali procedimenti etici – si potrebbero evitare con semplici provvedimenti disciplinari – si terrebbero in un momento terribile per i democratici perchè gli arrecherebbero un altro connotato negativo mentre si avviano verso le già difficili elezioni di novembre.

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