Usa-Cina, Obama: “Cooperiamo ma i diritti umani devono essere garantiti”

Pubblicato il 19 Gennaio 2011 15:33 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2011 20:46

Il presidente americano Barack Obama accoglie con tutti gli onori il leader cinese Hu Jintao alla Casa Bianca per il vertice Usa-Cina. Ma non gli risparmia il tema del rispetto dei diritti umani, ben prima del faccia a faccia tra i due giganti dell’economia 1 del pianeta nella Sala Ovale, durante il discorso di benvenuto. “I diritti umani devono essere garantiti a tutti” dice Obama, perché “i Paesi prosperano quando “i diritti universali vengono difesi per tutti gli esseri umani”.

Punto che Obama ribadisce anche al termine del vertice, in conferenza stampa congiunta. “A Hu Jintao ho riaffermato” l’importanza del rispetto dei diritti universali – dice il presidente Usa -. Diritti universali di tutti i popoli, e tra questi ci sono i diritti umani di base, la libertà di espressione e di riunirsi, di religione”. Diritti, secondo Obama, “riconosciuti dalla Costituzione cinese”. Gli Usa “hanno sempre difeso queste libertà – afferma ancora Obama -. Difendendole, tutte le nazioni, compresa la Cina, diventeranno più prospere e aperte al successo”.

Ma non finisce qui: Obama dice di aver invitato il leader cinese a discutere col Dalai Lama della questione del Tibet e del rispetto dei diritti dei tibetani. “Sono stato molto franco” con il presidente cinese Hu, commenta Obama, e sulla questione “ogni tanto non siamo d’accordo e ci sono tensioni”. Rispondendo a un giornalista, Hu Jintao conferma: “Ogni volta che ci incontriamo, il presidente Obama ed io parliamo di questioni che condividiamo e che non condividiamo. Parliamo anche di diritti umani, un tema di cui la Cina riconosce l’universalità”. Il tema dei diritti umani, aggiunge Hu Jintao, è “molto sentito dalla Cina, che ha fatto enormi progressi al riguardo”. Ma, tiene a sottolineare il leader cinese, deve essere affrontato “riconoscendo e rispettando il diritto alla sovranità”.

Tema scottante, i diritti umani, su cui il segretario di Stato Hillary Clinton una settimana fa aveva già aperto il fronte criticando duramente la Cina e portando l’esempio di Liu Xiaobo, premio Nobel 2010 per la pace, recluso nelle prigioni cinesi dal 2008. Prima di affrontare il faccia a faccia alla Casa Bianca 2, Hu Jintao si limita a registrare i progressi nelle relazioni tra Cina e Usa con l’avvento dell’amministrazione di Obama.

Progressi che vedono Washington e Pechino allineate nel pressing sulla Corea del Nord. “Apprezziamo il calo delle tensioni nella penisola coreana – dice il presidente Usa avendo accanto Hu Jintao – e la Corea del Nord deve evitare ulteriori provocazioni. E concordiamo nel ritenere che l’obiettivo prioritario debba essere la completa denuclearizzazione della penisola”.

Mentre Obama e Hu parlano della Corea del Nord, ancora Hillary Clinton entra a gamba tesa sulla questione del nucleare iraniano. Parlando alla Abc, il segretario di Stato annuncia che gli Stati Uniti potrebbero adottare sanzioni unilaterali contro le aziende cinesi che non rispettano le sanzioni imposte a Teheran. “E lo abbiamo segnalato più volte ai dirigenti cinesi” aggiunge Hillary, ricordando che quelle sanzioni sono state votate anche dalla Cina. Altro tema dell’incontro alla Casa Bianca, il livello dello yuan, la moneta cinese, che resta “sottovalutato” e ha bisogno di ulteriori aggiustamenti, come ribadisce ancora Obama in conferenza stampa con Hu Jintao. Rispettando le voci della vigilia, Obama sottolinea anche la necessità di dare “stesse opportunità” alle aziende Usa in Cina, aprendo dunque un grande mercato condizionato da una serie di restrizioni imposte dal governo cinese.

“Ho detto a Hu – riferisce Obama – che ci piacerebbe che la Cina aumentasse la flessibilità della propria valuta. Ma gli ho anche fatto presente che lo yuan resta sottovalutato e che avrebbe bisogno di ulteriori aggiustamenti del tasso di cambio, che permetterebbe anche alla Cina di spingere la domanda interna e arginare le pressioni inflattive sull’economia”. Per quanto riguarda le relazioni economiche tra i due paesi Obama ha sollecitato il partner asiatico a “una competizione sana” che porti entrambi i paesi a “innovarsi e a aumentare ancora la propria competitività”. “E’ questa – ha aggiunto – il tipo di relazione che io vedo per Usa e Cina nel 21esimo secolo”.

Hu Jintao, da parte sua, giudica il colloquio “franco, pragmatico e costruttivo”. Il presidente cinese riferisce di aver chiesto a Obama di rafforzare la collaborazione militare tra Washington e Pechino. “Le due parti credono che lo sviluppo degli scambi e della collaborazione tra le nostre forze armate contribuisca ad approfondire una reciproca fiducia tra i nostri due Paesi e la crescita delle nostre relazioni”.