Usa-Cina, scontro totale su dazi e valuta. E Pechino avverte Trump sui missili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Agosto 2019 10:34 | Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2019 14:37
Usa-Cina, scontro totale su dazi e valuta. E Pechino avverte Trump sui missili

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti (foto ANSA)

ROMA – Si infiamma la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, sconfinando quasi in una guerra delle valute. L’amministrazione Trump, per la prima volta dal 1994, designa Pechino come ‘manipolatore di valute’ dopo che la Cina ha lasciato scivolare lo yuan ai minimi dal 2008 in risposta ai nuovi dazi del presidente su 300 miliardi di prodotti Made in China.

“Non staremo fermi se Usa dispiegheranno missili”. E alle tensioni legate a dazi e svalutazioni deve aggiungersi il ritiro degli Usa dal trattato con Mosca sul nucleare. Pechino ha alzato i toni. La Cina “non starà pigramente a guardare” se gli Stati Uniti dispiegheranno missili a raggio intermedio nella regione indo-pacifica, ha dichiarato il responsabile del controllo delle armi di Pechino Fu Cong.

“Pechino manipola la valuta”. La decisione del Tesoro americano arriva al termine di una seduta nera per Wall Street, con i listini che hanno bruciato il 3% mandando in fumo 700 miliardi di dollari di capitalizzazione.

E l’annuncio del dipartimento guidato da Steven Mnuchin fa affondare i future sugli indici di Wall Street, lasciando intravedere un’altra giornata di passione per la borsa americana. “La Cina ha una lunga tradizione” negli interventi “protratti e su larga scala sul mercato dei cambi. Negli ultimi giorni ha preso misure concrete per svalutare la sua moneta” afferma il Tesoro americano.

La presa di posizione del Tesoro americano consente a Trump di onorare la sua promessa elettorale di bollare la Cina come manipolatore di valute. Ora però resta da vedere come Pechino reagirà alla mossa del presidente americano. Alla finestra la Fed attende di capire l’evoluzione della disputa ormai non solo più commerciale: di sicuro il botta e risposta fra Washington e Pechino aumenta la pressione su Jerome Powell.

Le mosse della Federal Reserve. Gli analisti scommettono su tagli dei tassi per un totale di mezzo punto entro la fine di ottobre, ovvero con due mesi di anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto. Il timore della banca centrale è l’impatto che la guerra avrà sull’economia e il rischio che possa scivolare in recessione, proprio in un momento in cui le armi della Fed sono in qualche modo limitate dai tassi già bassi.

Rischio recessione in Usa. Il rischio recessione è confermato dall’inversione della curva dei rendimenti fra i Treasury a tre mesi e quelli a 10 anni in territorio fortemente negativo, come mai dal 2007. L’inversione della curva ha preceduto tutte le recessioni americane negli ultimi 50 anni. (fonte Ansa)