Cargo Usa all’Avana, dopo 50 anni di blocco aperto spiraglio nelle relazioni

Pubblicato il 15 luglio 2012 11:44 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2012 11:46

Il cargo Usa ”Ana Cecilia” arriva all’Avana

MIAMI, STATI UNITI – Dopo 50 anni di blocco dei collegamenti marittimi Usa-Cuba, il primo cargo proveniente da Miami e’ finalmente arrivato all’Avana: la nave ‘Ana Cecilia’ trasporta aiuti umanitari, soprattutto cibo e medicine, come tali esenti dall’embargo americano. Si tratta, fondamentalmente, di beni donati dalla comunità cubana esiliata a Miami.

C’e’ voluto mezzo secolo per compiere di nuovo il tragitto, 160 km, che dividono l’isola caraibica dal punto piu’ a sud degli Stati Uniti. La nave, lunga 90 metri, e’ uscita dal Miami River attraverso lo Stretto della Florida, per poi approdare al Porto dell’Avana.

E, come in tutti gli eventi di grande valore simbolico, non e’ mancata un po’ di suspense: partita dall’America il mercoledi’, ci ha messo oltre 48 ore per terminare il suo percorso. Colpa di intoppi burocratici: il comandante dell’equipaggio era cosi’ teso per l’importanza della missione che ha finito per compilare i moduli sbagliati.

Ora pero’ il cargo compira’ la traversata regolarmente, due volte a settimana, coprendo una rotta che non era servita dal 1962. A febbraio di quest’anno si sono infatti completati 50 anni dall’embargo economico e commerciale contro il Paese castrista, approvato dall’allora presidente americano John F. Kennedy. Una decisione che, secondo Cuba, si e’ trasformata in un pregiudizio da circa 104 milioni di dollari.

Il vento e’ cominciato a cambiare con Barack Obama: da quando e’ arrivato alla Casa Bianca, nel gennaio 2009, e’ diventato piu’ flessibile: invio di rimesse di denaro viaggi di cubano-americani verso l’isola, cosi’ come gli interscambi accademici, sportivi, religiosi e culturali. La figlia del presidente cubano Raul Castro, per esempio, la sessuologa Mariela Castro, ha ottenuto senza particolari difficolta’ il visto americano ed ha potuto partecipare a un congresso a San Francisco lo scorso maggio.

Il tutto nonostante l’ira dei politici cubano-americani e le dure critiche del candidato repubblicano alla presidenza, Mitt Romney. Ma le relazioni tra il presidente Usa e l’Avana non sono sempre state rose e fiori: la tensione, anzi, e’ salita alle stelle a dicembre 2009 a seguito dell’arresto del cittadino americano Alan Gross, condannato a 15 anni di carcere con l’accusa di attentato alla sicurezza dello Stato cubano, per aver introdotto sull’isola sofisticate attrezzature di comunicazione.

Il via libera al collegamento Miami-Avana, anche se (per ora) solo per scopi umanitari, e’ comunque significativo. ”Non ci sara’ niente di commerciale, sara’ solo un’operazione umanitaria, ufficiale e legale”, ha precisato Leonardo Sanchez, portavoce dell’International Port Corporation, la compagnia marittima responsabile del tragitto. Ma per i tantissimi cubani rifugiati in Florida, desiderosi di aiutare in qualche modo chi e’ rimasto sull’isola, e’ comunque un cambio di rotta radicale.

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