Usa e Gb hanno scardinato i codici criptati delle comunicazioni via internet

Pubblicato il 9 settembre 2013 10:47 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 10:47
Il quartier generale della NSA

Il quartier generale della NSA

WASHINGTON, STATI UNITI – La National Security Agency (Nsa) e la sua controparte britannica Gchq sono riuscite ad scardinare i codici criptati messi a protezione delle comunicazioni via internet, riuscendo cosi’ a vedere in chiaro e-mail, conti bancari, commercio online, cartelle cliniche ed altri dati sensibili. Lo rivelano decine di migliaia di documenti forniti da Edward Snowden, la ‘talpa’ del Datagate, al New York Times, al Guardian e al sito di giornalismo investigativo online ProPublica, che gettano cosi’ nuova luce sulle attivita’ dell’intelligence di Usa e Gb.

La Nsa, scrive il Nyt, sta vincendo la sua lunga guerra segreta contro gli accessi criptati nel web, usando supercomputer, trucchi tecnici, ingiunzioni legali e persuasioni dietro le quinte, per poter superare le barriere che proteggono il traffico quotidiano nell’era di internet. Una guerra segreta di cui i risultati e i successi ottenuti sono custoditi gelosamente, tanto che per accedere al relativo programma, dal nome in codice Bullrun, e’ ormai necessario anche all’interno dell’agenzia un alto livello di autorizzazione. Il programma va pero’ avanti da anni.

Gia’ nel 2000, quando i sistemi di criptatura hanno iniziato a rendere problematico la lettura del traffico di dati via internet, la Nsa ha investito miliardi di dollari in una campagna clandestina per poter continuare la sua attivita’ di controllo, secondo quanto si legge in uno dei documenti di cui riferisce il Nyt. E allo stesso tempo, si tratta di un’attivita’ che e’ ancora a pieno regime. ”Stiamo investendo in rivoluzionarie funzionalità di criptoanalisi” per superare barriere e ”sfruttare il traffico Internet”, ha scritto il direttore della National Intelligence, James Clapper, nella sua richiesta di bilancio per l’anno in corso.

”Nell’ultimo decennio la Nsa ha condotto prolungati e aggressivi sforzi per infrangere le tecnologie di criptatura ampiamente utilizzate in Internet”, si legge in un memo del 2010 per un briefing per la Gchq, in cui vengono descritti i risultati ottenuti dalla Nsa, e in cui si afferma che ”un grande quantita’ di dati criptati diffusi via internet che finora venivano scartati, sono ora sfruttabili”. E in un altro memo ancora, si legge che quando gli analisti britannici sono stati messi al corrente dei risultati ottenuti dalla Nsa, sono rimasti ”di sasso”. Ma evidentemente non sono poi rimasti a guardare. Negli ultimi tre anni, mostra ancora un documento, la Gchq, quasi certamente in stretta collaborazione con la Nsa, ha studiato mezzi per poter penetrare nel traffico di colossi di internet come Google, Yahoo, Facebook, e Microsoft.

Nel 2012, i britannici sono riusciti a sviluppare ”nuove opportunita’ di accesso” nel sistema Google. Il nuovo scoop rappresenta una ulteriore grana per il presidente Barack Obama, gia’ alle prese con attacchi internazionali sui programmi di controllo elettronico dell’intelligence Usa. Funzionari della stessa intelligence hanno non a caso chiesto ai tre media di non pubblicarlo. Ma la decisione di rendere nota questa storia hanno scritto Stephen Engelberg e Richard Tofel, dirigenti di ProPublica, e’ stata presa perche’ ”crediamo che sia importante e nel pubblico interesse. E’ una storia che mostra come le aspettative di milioni di persone sulla privacy delle loro comunicazioni elettroniche sono errate”.