Usa, elezioni. Candidati si allenano per il dibattito, ultima chance per Romney

Pubblicato il 30 settembre 2012 12:19 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2012 12:19

Il presidente Obama e Mitt Romney

WASHINGTON, STATI UNITI – A 38 giorni dall’election day, la campagna elettorale americana si ferma, niente più comizi in vista del dibattito tv di Denver, che secondo molti potrebbe essere l’ultima chance per il candidato repubblicano Mitt Romney di riaprire i giochi per la Casa Bianca. Il presidente Barack Obama per tre giorni non battera’ più, come ormai fa da tempo, palmo a palmo i vari swing state, quelli decisivi ma dal risultato imprevedibile.

Gia’ domenica lascera’ la Casa Bianca per volare a Henderson, in Nevada, dove con i suoi piu’ stretti collaboratori si allenera’ in vista dello scontro di mercoledi’ sera, in prime time, diretta tv a reti unificate, dall’Universita’ del Colorado a Denver. Anche Mitt Romney va in ritiro, da lunedi’ mattina, per cercare di mettere a punto il colpo da ko durante i 90 minuti – tanto durera’ il faccia a faccia con Obama – piu’ importanti della sua vita politica.

In queste interminabili sedute di training, Obama si confrontera’ con John Kerry, ex candidato alla Casa Bianca sconfitto da George W. Bush nel 2004, nei panni di Mitt Romney. Mentre il leader repubblicano ha scelto il senatore dell’Ohio Rob Portman per svolgere la parte di Obama nelle sue prove.

Tra una manciata di ore, esattamente tra le 9 e le 10,30 di sera (locali) del 3 ottobre, si stima che almeno 60 milioni di americani saranno incollati davanti alla tv. Lo scontro, lungo quanto una partita di calcio, sara’ moderato da Jim Lehrer, della Pbs (Public Broadcasting Service, un network televisivo pubblico) e sara’ diviso in sei segmenti di circa 15 minuti ciascuno, sui temi man mano proposti dal moderatore e comunicati ai due candidati ormai da settimane. Tocchera’ a Lehrer aprire il segmento con una domanda, alla quale ogni candidato potra’ rispondere per due minuti ciascuno. Poi sempre Lehrer gestira’ il tempo rimanente per proseguire la discussione.

Tuttavia, malgrado la preparazione minuziosa per ogni risposta, la cura di ogni dettaglio, dalla cravatta ai movimenti del corpo, tutto puo’ accadere. Una battuta sbagliata, un’ incertezza, una mossa stizzita, potrebbe costare molto cara ad entrambi i concorrenti.

Si sa che la preoccupazione maggiore dello staff di Obama e’ che il loro uomo si lasci andare a risposte troppo lunghe e complicate. Da mesi si dice infatti che il capo della Casa Bianca, ex preside della Scuola di Legge di Harvard, da molti americani e’ percepito troppo dotto e sofisticato. A Denver fara’ di tutto per riprendere il tono colloquiale assunto alla Convention di Charlotte, perchè sa bene che gli elettori alla Casa Bianca vogliono un presidente, un ‘Commander in Chief’, non un ”professore”.

Il New York Times scrive  che Obama cerchera’ di offrirsi come un ‘un uomo del fare’, vicino alla vita di tutti i giorni della gente comune. Di contro, Mitt Romney dovra’ far di tutto per creare piu’ ‘occasioni da gol’. A lui il ‘pareggio’ nel dibattito non puo’ bastare: deve vincere, visto che i sondaggi continuano a registrare un suo ritardo rispetto a Obama. Politico.com scrive che la mappa elettorale del 2012 potrebbe ricalcare quella del 2008, che sanci’ il trionfo di Obama, in una sorta di Deja Vu. Cosi’ Romney e’ chiamato alla rimonta. E se vuole recuperare, deve assolutamente cercare di andare all’attacco, di mettere in crisi il presidente bocciando i risultati della sua amministrazione.

Non avra’ altre occasioni migliori, visto che a Denver si parlera’ solo di politica interna, quindi di economia, un terreno sulla carta a lui piu’ congeniale rispetto ai prossimi scontri dedicati anche alla politica estera, in programma il 16 ottobre alla Hofstra University a Hemstead, New York, e il 22 alla Lynn University, a Boca Raton, Florida, lo stesso posto dove Romney fu beccato da un video ‘rubato’ ad attaccare il 47% degli elettori americani come ”parassiti”.