Usa, elezioni. Sulla convention di Obama incombe la minaccia degli ”indignati”

Pubblicato il 3 settembre 2012 12:18 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 12:18

La Time Warner Arena dove si concluderà la convention

CHARLOTTE, STATI UNITI – Sulla convention democratica che si apre martedi a Charlotte, North Carolina, incombe la minaccia degli ”indignati” e le forze dell’ordine sono mobilitate nel caso che arrivino più numerosi e bellicosi di quanto sono stati alla convention repubblicana della settimana scorsa, dove erano in numero ridotto a causa dell’uragano Isaac.

Da tempo i militanti di Occupy Wall Street hanno annunciato che cercheranno di far sentire la loro voce con proteste di piazza a Charlotte. Cercheranno di scatenare la loro rabbia soprattutto contro la decisione del presidente Barack Obama di concludere la convention non alla Time Warner Arena, 20 mila posti al coperto, ma al Bank Of America Stadium, un impianto di 74mila posti a sedere. Ovviamente, in questo modo, il Democratic National Committee (Dnc) incassera’ molti piu’ soldi.

Inoltre, tenere il discorso di accettazione della nomination, il momento clou dell’intera kermesse, in un impianto che prende il nome da una delle piu’ controverse banche americane rischia di essere una vera provocazione nei confronti di quella sinistra che contro la Bank Of America da mesi organizza proteste in tutto il Paese. Per questa ragione, da settimane, il partito democratico, nelle sue mail interne e nei comunicati stampa ha cominciato a chiamare la struttura ”Home of the Panthers”, cioe” la casa delle Pantere, la squadra locale di football.

La tensione resta alta. Le misure di sicurezza sono imponenti, cordoni di polizia circondano la zona in cui si terra’ la kermesse democratica, ma la parola d’ordine degli organizzatori e’ evitare che la Convention sia una riedizione di quella famigerata di Chicago del 1968. Il partito democratico e’ infatti terrorizzato che proteste e scontri di piazza possano turbare quello che e’ per loro sara’ il piu’ grande evento politico dell’anno, quello che lancera’ ufficialmente la candidatura di Obama alla Casa Bianca.

Nel 1968 furono i pacifisti che si battevano contro la guerra in Vietnam e le cariche della polizia a rovinare la festa ai democratici dell’epoca. Stavolta a impensierire Obama non ci sono i figli dei fiori ma i militanti anti-finanza, che gia’ annunciano che saranno presenti a migliaia in North Carolina. Oltre 43 anni fa Chicago fu ribattezzata ‘Czechago’, perchè secondo il movimento di protesta, la repressione delle jeep della polizia sul Grant Park della città  evocava la repressione dei tank russi nelle strade di Praga appena pochi mesi prima.

In quei giorni, le cariche degli agenti provocarono una frattura verticale tra il partito democratico e il movimento studentesco che stava infiammando non solo gli Usa ma tutto il mondo. Memore di quanto accadde allora, il partito di Obama non vuole assolutamente ripetere quell’errore nei confronti del popolo di ‘Occupy Wall Street’. Tuttavia, e’ chiaro che ci saranno grossi problemi logistici: nei giorni della Convention sono infatti attesi a Charlotte almeno 50mila ospiti, tra delegati, parlamentari, giornalisti e delegazioni da tutto il mondo.

Nei mesi scorsi le autorita’ locali hanno tollerato una relativamente tranquilla ‘Occupy Charlotte’. Ma adesso si prevede una concentrazione di migliaia di ‘indignati’, con le loro tende, provenienti da tutta l’America. Il consiglio comunale di Charlotte sta gia’ pensando a contromisure per gestire queste giornate campali. Tutti sanno però che non sara’ facile trovare un punto di equilibrio tra tutelare la totale liberta’ di manifestare del popolo e garantire il tranquillo svolgimento della Convention.

Intanto il movimento si sta interrogando su cosa intende fare in quei giorni. Qualcuno pensa a una sorta di ‘convention alternativa’, un po’ come accade da anni durante i grandi summit internazionali. Ma c’e’anche chi fa notare che sarebbe assurdo protestare violentemente contro Obama. Avrebbero voluto farlo a Tampa contro il candidato repubblicano Mitt Romney, ribattezzato per la sua ricchezza ‘Mister 1%’, o Mr ”Bain Capital’, ma ci si è messo di mezzo l’uragano Isaac che ha disperso gli ”indignati”.