Usa, elezioni. Esperto: ”Per beghe candidati primarie dureranno mesi”

Pubblicato il 9 Marzo 2012 11:28 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2012 12:40

Rick Santorum e Mitt Romney

WASHINGTON, STATI UNITI – La battaglia per la nomination repubblicana durera’ ”mesi, non settimane”. E’ la profezia di Karl Rove, ex braccio destro di George W. Bush, ancora oggi tra i piu’ ascoltati spin doctor della destra americana. In un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, Rove osserva che malgrado il trend spinga verso l’affermazione di Mitt Romney, i tempi saranno lunghi.

”Nel Supertuesday tutti i candidati hanno ottenuto qualcosa. Non tutto quello che volevano, ma abbastanza per covincersi ad andare avanti e a non mollare la presa. Il risultato – conclude Rove – e’ che questa sfida interna al Grand Old Party andra’ avanti per mesi, non settimane”.

In particolare, Rove ricorda che la settimana prossima il circo delle primarie si sposta nel sud, in Mississippi e in Alabama, dove gli evangelici e gli ‘strong conservative’ dominano i giochi. Un contesto piu’ favorevole al cattolico Rick Santorum, piuttosto che al mormone Romney. Tuttavia, si tratta di stati dove i delegati vengono assegnati su base proporzionale, per cui l’ex governatore del Massachusetts potra’ comunque raggranellare qualcosa per aumentare il suo bottino.

Tutti in Alabama e in Mississippi, quindi. La macchina elettorale di Romney, il frontrunner repubblicano, s’e’ spostata in massa in questi due Stati del profondo sud dove si vota la settimana prossima per le primarie. L’obiettivo e’ invertire un trend che ha visto finora l’ex governatore del Massachusetts in grossa difficolta’ in questa vasta area del paese finora a lui ostile.

Nel sud degli Stati Uniti, dove il partito repubblicano e’ in mano a evangelici e ultra-conservatori, il miliardario mormone deve recuperare la china di molti punti percentuali sul suo avversario, Rick Santorum, l’ex senatore della Pennsylvania. Negli Stati del sud, una sorta di zoccolo duro del voto repubblicano, sinora Romney ha vinto infatti solo la sfida della Virginia, in cui pero’ non correvano ne’ Santorum, ne’ Gingrich, l’ex speaker della Camera, esclusi per motivi procedurali.

In tutti gli altri Stati, dalla Georgia alla South Carolina passando per il Tennessee, il ‘frontrunner’ ha preso sonore bastonate raggiungendo al massimo il 20-25% dei voti. Da qui la necessita’ di cambiare passo, invertire la rotta, a partire dall’impegno massiccio di mezzi finanziari forniti dal comitato di finanziamento politico, il superPac ‘Restore our Future’, gia’ in queste ore.