Usa, elezioni. Convention democratica vuole Gerusalemme capitale di Israele

Pubblicato il 6 settembre 2012 17:52 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2012 17:52

CHARLOTTE,STATI UNITI – Con un voto per acclamazione, i delegati della Convention democratica hanno approvato una mozione che reinserisce la definizione ”Gerusalemme capitale di Israele” nella piattaforma del partito: una mancanza che aveva suscitato un polverone, e aveva immediatamente scatenato gli strali del candidato repubblicano Mitt Romney, che l’aveva definita ”vergognosa”.

Nella piattaforma viene ribadito che il presidente Barack Obama e il partito democratico ”mantengono l’impegno incrollabile per la sicurezza di Israele”, ma era stata tolta la definizione che era invece contenuta nella piattaforma del 2008 secondo cui ”Gerusalemme e’ e rimarra’ la capitale di Israele”. Nel testo si precisava d’altro canto che ”le parti hanno concordato che la questione di Gerusalemme verra’ affrontata nei negoziati sullo status finale”.

Secondo quanto ha affermato un alto funzionario democratico alla convention, la dicitura su Gerusalemme capitale e’ stata invece ora reinserita per riflettere la visione del presidente. Infatti, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa Usa, Obama sarebbe intervenuto di persona per ottenere che nel documento venisse reinserita la frase che era gia’ nella piattaforma del 2008. Una terminologia usata in passato nei programmi sia democratico che repubblicano, seppur con alcune differenze.

Ad esempio, nel 2004 la piattaforma per la rielezione di George W. Bush affermava che ”i repubblicani continuano a sostenere il trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme, capitale di Israele”. Un trasferimento approvato dal Congresso nel 1995, ma mai realizzato, soprattutto per non causare ostacoli al fragile processo di pace israelo-palestinese e non suscitare risentimenti nel mondo arabo e in particolare nei palestinesi, che a loro volta rivendicano Gerusalemme Est, la parte a maggioranza araba della Citta’ Santa, quale futura capitale di un Stato palestinese indipendente, e la cui annessione da parte d’Israele non e’ riconosciuta dalla comunita’ internazionale.

I rapporti tra il presidente Obama e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono stati sin dall’inizio alquanto difficili e lo sono divenuti ancora di piu’ dopo le affermazioni del presidente americano secondo cui i negoziati di pace dovrebbero riprendere sulla base dei confini di Israele antecedenti la ‘guerra dei sei giorni’ del 1967. In questa vicenda il governo israeliano non si e’ espresso, ma la mancata dizione nel documento del partito democratico ha comunque suscitato un preoccupato interesse nei siti web israeliani.