Usa, elezioni. Cain propone un piano fiscale che avvantaggia i ricchi

Pubblicato il 15 ottobre 2011 15:34 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2011 15:34

Herman Cain

WASHINGTON, STATI UNITI – Nove, nove, nove. Grazie a questa sorta di formula magica che riguarda le tasse degli americani, tanto semplice quanto diretta, Herman Cain ha fatto un grande balzo avanti nei sondaggi, diventando il nuovo numero uno tra i candidati repubblicani, e forse il più conservatore. Da settimane ripropone a ogni pie’ sospinto, come una cantilena, questo slogan che ormai e’ entrato nella testa degli elettori come il ‘nine, nine, nine tax plan”.

Un piano tanto semplice quanto altrettanto fuorviante. Questo eccentrico afroamericano, ex magnate della ”Godfather Pizza”, propone infatti tre aliquote fisse per tutti, nove percento per le persone fisiche, nove percento per le imprese e i redditi, e nove percento per l’equivalente Usa dell’Iva. Naturalmente a prima vista i tre numeretti ”9-9-9” – hanno fatto innamorare tutti, o quasi. Grazie a un programma che rileva continuamente il successo delle frasi dei candidati, la FoxNews ha dimostrato che ogni volta che Cain propone questa formula il pubblico lo segue con entusiasmo sempre maggiore, convinto che grazie alla sua proposta versera’ molto meno nelle casse dello Zio Sam. Ma gli esperti fiscali ne dubitano.

Come ha dimostrato l’emittente Tv Msnbc, di tendenze progressiste, la realta’ e esattamente opposta a quello che appare. Sempre spinto dall’esigenza di parlare chiaro, in modo semplice per farsi capire da tutti, Cain, assieme all’aliquota unica per tutti, propone infatti anche l’abolizione di tutte le deduzioni, gli sconti fiscali e i rimborsi grazie ai quali, in America, tante persone meno abbienti, di fatto pagano molte meno tasse. E se si cancellano queste norme, con la formuletta ”9-9-9” i poveri, ma anche la maggioritaria classe media, finirebbero per pagare molto di piu’.

Di contro, la minoranza di cittadini piu’ danarosi otterrebbe un’enorme vantaggio fiscale. Insomma, il trucco c’e’, ma non si vede, non ancora, coperto dalla propaganda. E come dicono in molti, Cain con la sua proposta distruggerebbe ogni redistribuzione del reddito e di progressivita’ delle imposte, principi che peraltro in America sono gia’ ridotti al minimo.

La Msnbc, nello spiegare il meccanismo, titola ironica: ”Il piano Cain del ”9-9-9” e’ molto semplice: la maggioranza della gente paghera’ più tasse”. Nell’ultimo dibattito i suoi avversari hanno cercato di attaccarlo su questo punto. Michelle Bachmann ha detto che ”se si girano le cifre, avremmo ”666”, il numero del diavolo.”. Ma sono state punture di spillo, che alla fine hanno solo amplificato la popolarita’ di un candidato, passato in poco tempo dal ruolo di candidato di facciata a quello di favorito.

Riimanere in testa però non gli sarà molto facile. Molti prevedono che la sua stella tramontera’, cosi’ com’e’ accaduto con quella di Bachmann prima e Perry dopo, per non parlare di Sarah Palin, che alla candidatura ha rinunciato. Gia’ Politico.com ha cominciato a fargli le pulci osservando scettico che, con le primarie alle porte, ha solo pochi giorni per organizzare un vero comitato elettorale in grado di dimostrare all’America che fa sul serio.

Un’impresa difficile ma necessaria se vuole trasformare la fiammata momentanea in qualcosa di piu’ duraturo. Per questa ragione i suoi attuali 35 advisers sono gia’ a caccia di nuovi consulenti in grado di preparargli i discorsi sulla politica estera e su altri temi di cui Cain, un self made man proveniente dalla Georgia, e’ totalmente digiuno. Per non parlare della macchina del fundraising che e’ tutta da mettere in piedi. Insomma, la trovata del ”9-9-9” puo’ farlo salire nei sondaggi, ma non basta davvero a spianargli la strada per la Casa Bianca, una volta che la gente avrà capito bene di cos’è esattamente quello di cui parla.