Usa, elezioni. Obama, Michelle e Bill per scaldare la convention democratica

Pubblicato il 3 settembre 2012 18:54 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 18:54

Michelle Obama e Bill Clinton

CHARLOTTE, STATI UNITI – Michelle e Bill. La moglie, compagna di mille battaglie, forte e combattiva. E l’ex presidente, l’esperto oratore, carismatico e popolare, che ormai Obama considera come un fratello maggiore. Su di loro il presidente punta le sue carte per riscaldare i cuori della convention democratica che si apre martedi” a Charlotte, North Carolina. La ‘First Lady’, in una sorta di duello a distanza con la supermamma e supernonna d’America, Ann Romney, aprira’ i lavori.

Ex avvocato, paladina del cibo sano, da mesi impegnata ad aiutare le mogli dei reduci di guerra, dara’ il primo impulso alla kermesse. Gli organizzatori sono andati sul sicuro, visto che Michelle e’ da sempre, secondo tutti i sondaggi, molto piu” popolare del marito. Poi, nella sera di martedi” parlera’ Julian Castro, il giovane sindaco ‘latino’ di San Antonio, Texas. Obama gli ha affidato l’onore di essere il primo ispanico della storia a tenere il Keynote Speech, il discorso piu” importante della Convention dopo quello del presidente e del suo vice.

Mosse che mostrano in modo evidente la voglia di partire subito con il piede giusto e lanciare un messaggio di forte vicinanza alle donne e ai ‘latinos’, due elettorati cruciali in vista del 6 novembre. Bill Clinton, invece terra’ banco nella seconda giornata, mercoledi”. Sara’ lui a nominare formalmente Obama candidato presidenziale, alla vigilia del suo discorso di accettazione, davanti a 74mila fan al Bank of America Stadium. Ad ascoltarlo, non ci sara” la moglie Hillary. Il segretario di Stato, ex rivale di Obama nel 2008, da tempo ha fatto sapere che in quei giorni sara’ in missione in alcune isole del Pacifico, a sottolineare il suo profilo istituzionale alla guida della diplomazia Usa.

Intanto, mentre ancora si discute sul bilancio di Tampa e sul feroce monologo di Clint Eastwood, i meteorologi fanno preoccupare la Casa Bianca. Sembra che proprio giovedi”, su Charlotte, ci sarebbe rischio di pioggia. E lo stadio non e’ al coperto. Ma non e’ solo Giove Pluvio a impensierire lo staff Obamiano. A colpire duro l’amministrazione Obama è il Washington Post con un pezzo in prima pagina dal titolo sarcastico: ”Chi e’ che si batteva per cambiare le cose?”. Nel pezzo, ci si chiede maliziosamente che fine hanno fatto le promesse di cambiare la politica di Washington, di cercare soluzioni bipartsan per il bene del Paese. Visto che ora, invece, osserva il giornale,  il clima politico e’ segnato da una fortissima polarizzazione e un clima di scontro frontale perenne.

Ma non e’ solo il Post ad attaccare Barack. A sorpresa, anche il progressista Huffington Post titola il pezzo d’apertura del sito con un’altra domanda inquietante: ”Chi ha ammazzato la speranza?”. E poi, il duro atto d’accusa, stavolta da sinistra: ”Obama, quando era candidato, aveva promesso che avrebbe cambiato Washington, il modo in cui opera la politica. Nei primi due anni, ha paragonato il suo lavoro al New Deal di Franklin Delano Roosevelt e alla Great Society di Johnson, grazie alle conquiste sulla sanita” e sulla legge per regolare Wall Street. Ma ora, sono tanti i suoi supporter che si chiedono se questi cambiamenti hanno avuto un impatto reale sulla loro vita. E non e’ un caso che a due mesi dal voto solo il 39% dei democratici si dicono ”entusiasti” di andare a votare. Nel 2008 erano il 61%, quasi il doppio”.