Offensiva di Obama contro il Congresso per farsi rieleggere a novembre

Pubblicato il 5 Gennaio 2012 11:18 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2012 11:25

Il Congresso degli Stati Uniti

WASHINGTON, STATI UNITI – Continuare ad attaccare con forza il Congresso degli Stati Uniti, il suo immobilismo e la sua incapacita’ di risolvere i problemi degli americani. E’ questo uno degli assi portanti della campagna elettorale di Barack Obama, quella che alcuni esperti hanno definito la sua formula magica per vincere di nuovo la Casa Bianca il prossimo 6 novembre. 

Secondo molti osservatori, dal New York Times al Washington Post, proprio questo tipo di messaggio anti-casta, con venature populiste, sara’ la ricetta su cui lo staff obamiano punta per la rielezione il prossimo 6 novembre. Del resto, negli ultimi tempi, l’inquilino della Casa Bianca ha gia’ punzecchiato il Campidoglio, criticando aspramente l’ostruzionismo della maggioranza repubblicana alla Camera.

Il suo obiettivo e’ quello di mostrarsi davanti agli americani come l’uomo forte, capace di azioni unilaterali per aiutare l’economia. E dipingere invece il Congresso come un ostacolo alla sua azione decisionista. La scorsa estate Obama tento’ la via della mediazione e del dialogo, cercando una soluzione bipartisan sull’aumento del tetto del debito, pur di evitare il default dalle conseguenze inimmaginabili.

Ma per colpa dell’oltranzismo della destra, ostaggio dei deputati del Tea Party antitasse, Obama è stato praticamente costretto a firmare un compromesso al ribasso, pagando a sinistra un prezzo politico enorme. Alcune settimane fa le prime avvisaglie della svolta. Dopo che per giorni la destra si rifiutava di concedere tagli fiscali al ceto medio, Obama ha cambiato radicalmente strategia scagliandosi con violenza contro Capitol Hill.

Ha chiamato a raccolta tutti i suoi supporter scatenando una fortissima campagna di opinione contro il partito repubblicano, accusato di non aiutare la ”middle class” e di difendere i privilegi dei milionari. E alla fine ha avuto ragione, tanto che, con la coda tra le gambe, i deputati del Gop hanno votato la sua proposta fiscale. In qusto modo, Obama ha un po’ ammansito la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica americana che vede nei parassiti di Washington una delle cause dei suoi mali.

Ma ha ammansito anche al movimento degli indignati di Occupy Wall Street, che esorta da tempo l’amministrazione a colpire i potenti della grande finanza. I numeri dicono che il Congresso Usa non e’ mai stato cosi’ impopolare: solo l’11% lo valuta positivamente. Un dato che spiega come a pensarla cosi’ non solo solo i Tea Party, ma quasi tutti in America, a destra come a sinistra. Poi, con il suo discorso a Osawatomie, in cui ha ripreso i toni populistici di Teddy Roosevelt, Obama ha proseguito su questa linea. E immediatamente i sondaggi sono tornati su, premiando nettamente questa nuova strategia.