Usa, elezioni. Analisti prevedono brutte notizie sul mercato del lavoro

Pubblicato il 4 settembre 2012 13:13 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2012 13:13

WASHINGTON, STATI UNITI – Idee vecchie e nessuna bacchetta magica per rilanciare un mercato del lavoro in difficolta’. Il presidente americano Barack Obama, nel giorno della Festa del Lavoro, fra i metalmeccanici dell’ United Auto Worker torna ad attaccare il candidato repubblicano Mitt Romney, descritto come un allenatore votato alla sconfitta: con lui alla guida General Motors e Chrysler non esisterebbero oggi.

Ma proprio l’occupazione rischia, insieme al debito federale, di rovinare la convention democratica, alla quale Obama interverra’ giovedi’ sera, dopo quindi le attese decisioni del presidente della Bce, Mario Draghi, e con un’idea forse piu’ chiara sulla strada dell’area euro, dalla quale dipende anche l’anemica ripresa americana.

La grande festa con cui la convention democratica di Charlotte ha affidato al presidente Barack Obama un secondo mandato quadriennale rischia di avere vita breve.  I dati sul mercato del lavoro saranno resi noti venerdi’, il giorno dopo l’intervento del presidente, e rischiano di rovinare le cose. Gli analisti stimano che saranno creati in agosto 125.000 posti di lavoro, meno dei 163.000 di luglio, con un tasso di disoccupazione immobile all’8,3%.

Ora, dalla Seconda Guerra Mondiale nessun presidente e’mai stato rieletto con una disoccupazione oltre il 6%. Unica eccezione Ronald Reagan con un tasso al 7,2%. Ma Reagan era Reagan. L’altro macigno che pesa sul dopo convention e’ il debito: nei prossimi giorni il Tesoro americano potrebbe certificare che il rosso federale ha superato la soglia psicologica dei 16.000 miliardi di dollari.

Due incognite, quindi, che alimenteranno lo scontro politico e che mettono in evidenza quanto e’ elevata la posta in gioco nel voto e lasciano intravedere la battaglia per evitare il cosiddetto ‘fiscal cliff’, aumento delle tasse e stretta della spesa pubblica che scatteranno fra la fine del 2012 e l’inizio del prossimo anno. Obama spera in una spinta con la convention: i sondaggi, che indicano poco, lo danno testa a testa con Romney. Secondo Ipos sono pari con il 45%, per Rasmussen il candidato repubblicano e’ in vantaggio con il 48% mentre Obama ha il 44%. Per Gallup Obama e’ avanti con il 47% a fronte del 46%, uno scarto minimo che rientra nel margine di errore del sondaggio stesso.

La convention repubblicana – rileva Gallup – non ha dato a Romney una spinta: ha avuto un impatto ”minimo”, con solo il 38% degli intervistati che ha ritenuto il suo discorso ”eccellente” o buono. Si tratta della percentuale piu’ bassa da quando Gallup ha iniziato le rilevazioni sui discorsi di accettazione alle convention da Bob Dole nel 1996.

”Romney sembra che abbia il segreto per far ripartire l’occupazione, ma non l’ha condiviso con nessuno, ha riproposto sempre le stesse vecchie idee”, attacca Obama. ”Se l’America avesse gettato la spugna”, come il candidato repubblicano voleva fare con l’industria automobilistica, ”Gm e Chrysler non esisterebbero più”. Proprio con un gruppo di lavoratori dell’auto Obama si e’ intrattenuto per colazione, ai quali ha ricordato che la sua prima auto e’ stata una Jeep.

Il presidente, in occasione della Festa del Lavoro, ha ribadito l’importanza del salvataggio di Detroit e di come una decisione cosi’ difficile stia ripagando, con Gm e Chrysler tornate in utile. Ma i repubblicani non stanno a guardare. ”Altro che Festa del Lavoro, questo e’ giorno di preoccupazione” per i molti americani che cercano un lavoro, rilancia Romney, che invia il candidato alla vice presidenza, Paul Ryan, in North Carolina, a qualche centinaio di chilometri da Charlotte.

Un colpo basso. Lo stato ha un tasso di disoccupazione superiore al 9,6%, oltre la media nazionale, e’ contrario ai matrimoni gay e ha una legislazione molto rigida nei confronti dei sindacati. Insomma uno stato dalle caratteristiche conservatrici. La controffensiva repubblicana alla convention democratica passa anche per la diffusione del nuovo slogan ”Abbiamo gia’ sentito tutto”, accompagnato da video sui discorsi di Obama dal 2008.