Usa, elezioni. Primarie Florida, Romney nei sondaggi supera Gingrich

Pubblicato il 29 Gennaio 2012 12:35 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2012 12:37

Mitt Romney

MIAMI, STATI UNITI – A due giorni dal voto, Mitt Romney e’ saldamente in testa nei sondaggi per le primarie repubblicane della Florida previste martedi, un test fondamentale per la corsa alla nomination repubblicana per la Casa Bianca, che da solo vale ben di piu’ dei tre Stati dove si e’ votato finora.

Gli ultimi poll mostrano che l’ex governatore del Massachusetts, dopo la battuta d’arresto in South Carolina, e’ di nuovo in ascesa. Ora e’ dato al 41 per cento delle intenzioni di voto, contro il 33 per cento dell’ex speaker della camera Newt Gingrich.

Rick Santorun e Ron Paul sono molto indietro, rispettivamente con al 13 e al 5 per cento. E Romney andrebbe meglio di Gingrich in Florida anche nello scontro con Obama, che alle presidenziali del 2008 nel Sunshine State sconfisse il senatore dell’Arizona John McCain, che pure li’ aveva vinto le primarie proprio contro Mitt Romney.

Secondo una ricerca della Quinnipiac University, contro l’ex speaker della Camera il presidente vincerebbe facilmente col 50 per cento contro il 39, mentre con l’ex governatore sarebbe un testa a testa, entrambi al 45 per cento.

Si tratta di dati particolarmente indicativi giacchè secondo le previsioni saranno circa due milioni gli elettori repubblicani che in Florida martedi’ diranno la loro sulla corsa per la Casa Bianca, ovvero, piu’ del doppio di quelli che complessivamente hanno votato finora in Iowa, New Hampshire e South Carolina. Inoltre, a detta degli analisti, la Florida, per vastita’ e diversita’ sociali, ha un carattere nazionale che gli altri tre Stati non hanno.

La Regione di Miami, dove si addensano ricchi immigrati ispanici, in particolare cubani, ha ad esempio una visione diversa dal nord, piu’ conservatore, dove si concentrano anziani in pensione o veterani delle forze armate. Ma complessivamente in Florida, dove minoranze come gli ispanici e gli ebrei tradizionalmente votano per i democratici, i repubblicani hanno un approccio politico piu’ pragmatico e meno ideologico di quello in altri stati.

Con una disoccupazione che in Florida e’ ancora sopra il 9 per cento e il settore immobiliare sempre indietro rispetto alla timida ripresa nel resto del Paese, la scelta degli elettori sara’ secondo gli esperti prevalentemente orientata verso il candidato che ha piu’ possibilita’ di sconfiggere Barack Obama.

Il Tea Party antitasse locale si e’ in gran parte schierato con Gingrich, sostenendo che e’ lui il nuovo Ronald Reagan di cui l’America ha bisogno e che potrà sconfiggere Obama, ma al suo interno c’e’ chi sostiene che si tratta di una scelta che potrebbe risultare fatale, perchè l’eventuale vittoria di Gingrich sul presidente non è quello che, allo stato dei fatti, anticipano i sondaggi.

Il governatore dello stato Rick Scott, un milionario repubblicano conservatore, che pure ha avuto il sostegno del Tea Party, non si e’ invece voluto sbilanciare e, almeno per il momento non ha espresso il suo sostegno per alcun candidato. E mentre la battaglia tra Romney e Gingrich si fa sempre piu’ accesa, ha deciso di mantenersi neutrale anche il potente ex governatore Jeb Bush, che in famiglia ha due ex presidenti e quindi di campagne elettorali se ne intende.

Pero’, ai due contendenti ha voluto comunque dare un consiglio: ”Basta attacchi dirompenti, e’ ora di smetterla con il fuoco incrociato”. Bush ha così fatto sua la valutazione degli analisti secondo cui la rissa tra i candidati repubblicani non fa che avvantaggiare Obama.