Usa, elezioni. A confronto programi partiti, ora parola a elettori il 6 novembre

Pubblicato il 4 settembre 2012 11:02 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2012 11:02

Il Bank of America Stadium dove Obama accetterà la nomination

CHARLOTTE, STATI UNITI – Alla convention democratica di Charlotte, North Carolina, giovedi il presidente Barack Obama pronuncerà al Bank of America Stadium il discorso di accettazione per un secondo mandato quadriennale alla Casa Bianca. Ma le previsioni meteorologiche non sono buone e nel caso di temporali Obama parlerà al chiuso, al Time Warner Arena.

Preceduti dalla convention repubblicana del candidato Mitt Romney a Tampa, Florida, i delegati di entrambi i partiti hanno già approvato le rispettive piattaforme politiche. Ora la parola sarà degli elettori alle presidenziali del 6 novembre.

Obama chiede tasse per i piu’ ricchi. Romney invece punta ad allargare la fascia dei bonus fiscali, sulla scia della politica di George W. Bush. Il presidente difende la riforma sanitaria, che i repubblicani vogliono abolire, e’ favorevole all’aborto e alle nozze gay, mentre i conservatori no. Sono solo alcune tra le differenze che saltano agli occhi scorrendo le piattaforme politiche delle due Convention, da Tampa (repubblicani) a Charlotte (democratici).

TASSE E SANITA’: Obama propone più tasse sui ricchi con la Buffett Rule. Difende la sanita’: deve essere per tutti e devono potersela permettere. ‘No’ a tagli al Medicare e al Medicaid, i programmi di assistenza pubblica per gli over 65 e i più poveri. Romney vuole ridurre le tasse ai piu’ ricchi e azzerare il deficit pubblico nel 2040. Promette l’abolizione dell’Obamacare, la riforma varata da Obama nel 2010. Vuole privatizzare il programma Medicare, l’assistenza pubblica per gli over 65, per ridurre la spesa di oltre 5mila miliardi di dollari.

MATRIMONI GAY, ABORTO, APPOGGIO ALLE DONNE: Obama e’ per la paritààdei diritti uomo-donna, soprattutto in termini di trattamento salariale, e punta ad abolire la legge federale che riconosce solo i matrimoni eterosessuali. Attenzione alle donne, in termini di contraccezione e maternit� consapevole. Romney e’ contrario alle nozze gay e si schiera per il Marriage Act, la legge che difende la famiglia tradizionale. I repubblicani vogliono anche a cancellare dall’assistenza medica le spese per i contraccettivi. Secco ‘no’ all’aborto.

DEFICIT: Per Obama i conti pubblici vanno risanati con un approccio bilanciato, un aumento dell’imposizione fiscale per i più ricchi e sgravi fiscali alla classe media. Spera in una soluzione della crisi del debito europea per aiutare l’economia Usa. Romney vuole tagliare radicalmente la spesa pubblica (-20% del Pil), tranne che per la difesa. E non vuole ridurre le tasse sulla ‘middle class’, mantenendo gli sgravi fiscali per i benestanti. No alla ‘Buffet Rule’ quindi per tassare i più ricchi.

IMMIGRAZIONE: Obama e’ per un’ampia riforma dell’immigrazione. Il partito fa riferimento al ‘Dream Act’ che consente ai bambini di genitori immigrati senza documenti regolari di acquisire uno status legale se vanno al college o entrano nell’Esercito. Secco ‘no’ alla legge anti-clandestini dell’Arizona bloccata in parte della Corte Suprema, che permette di controllare un passante solo sulla base del suo viso o del suo accento straniero. Romney propone invece la lotta dura ai clandestini, la difesa dei confini con il Messico e appoggia la legge anti-clandestini dell’Arizona.

ENERGIA: Obama: Si’ alla ‘Green economy’, più tasse ai petrolieri e sgravi fiscali alle aziende che producono energia pulita. Romney dedica poco spazio alla ‘Green economy’: punta sul petrolio, con un aumento delle trivellazioni, e sul nucleare.

POLITICA ESTERA: Obama difende un approccio multilaterale e vede un’America in stretto contatto con l’Onu sulle crisi locali. Si’ alle sanzioni nei confronti dell’Iran perchè stanno funzionando. Critiche a Israele per gli insediamenti. Attenzione agli equilibri nel Pacifico, e soprattutto l’ascesa della Cina. Quanto a Romney, a Tampa la politica estera e’ stata praticamente assente dal dibattito. Ma i repubblicani sostiengono con forza Israele e contestano la politica di Obama nei confronti di Teheran, accusandola di essere troppo debole.

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