Usa, elezioni. Convention repubblicana, Romney in difficoltà

Pubblicato il 25 agosto 2012 11:35 | Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2012 11:35

Mitt Romney

TAMPA, STATI UNITI -A poche ore dall’apertura della Convention repubblicana di Tampa, Florida, dal 27 al 30 agosto, Mitt Romney manda su tutte le furie lo staff elettorale di Barack Obama con una colpo basso sul suo certificato di nascita, schierandosi implicitamente con i ‘birthers’, cioe’ chi sostiene che l’attuale presidente non è nato negli Usa ed è quindi un usurpatore.

”Nessuno mi ha chiesto il mio certificato di nascita”, ha scherzato Rommey ad un comizio nei pressi di Detroit, spiegando ai circa 5 mila sostenitori presenti: ”voi sapete che qui sono nato e cresciuto”. Ma per spazzare via ogni accusa da parte dei democratici, un suo portavoce ha poi ricordato che Romney ”è sempre stato convinto che il presidente è nato qui negli Stati Uniti”. Come sembra confermare il contrattacco sul certificato, Romney rimane in difficoltà.

Proprio oggi gli e’ caduta in testa una nuova tegola. Un sito di gossip ha diffuso un inquietante dossier chiamato ‘Bain Files’ in cui si fa luce sul patrimonio miliardario di Romney. Si tratta di 950 pagine di documenti segreti in cui si torna a parlare dei modi con cui Romney ha cercato di eludere le tasse, tra societa’ offshore e paradisi fiscali. Ma e’ solo l’ultima delle tante ‘spine’ nel fianco dell’ex governatore del Massachusetts, costretto in questa fase a inseguire Barack Obama, avanti, seppur di poco, secondo molti sondaggi.

Anche la piattaforma decisamente conservatrice approvata dai delegati della convention fa capire quanto il candidato Romney, l’ex moderato del New England, sia sempre piu’ necessariamente ‘ostaggio’ di un partito che su temi centrali e’ radicalmente situato su posizioni molto più conservatrici delle sue. Per non parlare della scelta del suo vice, il giovane Paul Ryan, un deputato paladino dello ‘small government’ e della privatizzazione della sanita’, che sinora sembra non abbia apportato un grande contributo alle sue chance di vittoria.

Non solo Todd Akin, il controverso deputato del Missouri anti-abortista, ha offuscato la sua leadership, ma oltre all’aborto e alle conseguenze polemiche  con tante donne americane, Romney, al di la’ dei dossier diffusi recentemente, si trova ad affrontare il suo ‘peccato originale’, cioè il nodo centrale delle tasse. Da tempo, con un certo successo, la campagna di Obama ha inchiodato Romney chiedendogli invano di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi 10 anni.

La sua risposta e’ stata ondivaga: per settimane ha detto che non aveva nulla da nascondere, ma che non avrebbe reso noto nulla. Poi, la settimana scorsa ha assicurato che negli ultimi anni ha pagato almeno il 13% di tasse, ma anche stavolta, malgrado il pressing democratico, ha evitato con cura di fornire le prove. Infine, prima di affrontare un’intervista, s’e’ saputo che ha posto come condizione che non si parlasse delle sue tasse.

Il resto del partito denuncia il tentativo da parte di Obama di usare questo tema come diversivo, allo scopo di sviare l’attenzione sul tema vero, la crisi economica e la piaga dell’occupazione. Resta da vedere se nella tre giorni di Tampa, al termine della kermesse, con oltre 30 speaker e l’attenzione mondiale sul suo intervento, Romney riuscirà a strapparsi di dosso il profilo di miliardario furbetto, spregiudicato finanziere evasore, che Obama ha disegnato con successo su di lui.

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