Usa, elezioni. Per Romney settimana decisiva, mentre Obama lo attacca

Pubblicato il 1 Aprile 2012 12:27 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2012 13:27

WASHINGTON, STATI UNITI – ”I repubblicani dimostrano sintomi di follia”. Il presidente  Barack Obama va duramente all’attacco dei suoi avversari in quella che si annuncia una settimana decisiva per il ‘Grand Old Party’ (Gop), con il voto nel Wisconsin, martedi, che potrebbe segnare la svolta per Mitt Romney, se le cose andranno bene anche nella primaria in Texas del 29 maggio,  consegnandoli di fatto la nomination.

Con l’ex speaker della Camera, Newt Gingrich, ormai in panchina e che ha ammesso pur non ritirandosi che la nomination dell’ex governatore del Massachusetts è ormai probabile, l’unico ostacolo rimane Rick Santorum, l’ex senatore della Pennsylvania, un conservatore ultracattolico.

Una vittoria nel wisconsin per Romney, potrebbe – secondo diversi osservatori repubblicani – segnare la fine della prima fase delle primarie repubblicane e avviare il partito verso una riunificazione che consentirebbe di convogliare le forze contro Obama, anche se il presidente uscente appare difficile da battere.

A Romney consentirebbe in particolare di concentrarsi anche sui ‘papabili’ vice presidenti: una discussione all’interno della sua campagna si e’  gia’ aperta e nella ‘short-list’ di 10 nomi all’esame vi figurano il governatore del New Jersey Chris Christie, il senatore della Florida Marco Rubio, il parlamentare Paul Ryan e il governatore del New Mexico Susan Martinez. Rubio e Martinez sono i nomi che riuscirebbero a far breccia nel cuore degli ispanici, ma non sono mai stati ‘provati’ a livello nazionale, essendo soprattutto popolari nei rispettivi stati di origine.

Obama intanto attacca, e lo fa sempre con maggiore decisione. La politica economica dei repubblicani e’ ”sintomo di follia” afferma il presidente, che ne ha parlato nel suo tradizionale discorso del sabato alla radio e sul web.

”Il Congresso dovrebbe approvate la Buffett Rule”, la tassa sui milionari, ribadisce l’inquilino della Casa Bianca. ”Alcuni la chiamano guerra di classe. Io invece ritengo che sia buon senso” chiedere ai milionari come ”me, Bill Gates e Warren Buffett” di pagare un’aliquota che sia ”almeno uguale a quella delle famiglie di classe media”. Nell’ultimo decennio abbiamo speso centinaia di miliardi per sgravi, che dovevano essere temporanei, per i piu’ ricchi”, ma ora ”non ce lo possiamo piu’ permettere”.

Da qui l’invito di Obama agli americani a farsi sentire in proposito al Congresso con telefonate e inviando lettere. Il Senato e’ chiamato a esprimersi sulla ‘Buffett Rule’ il 16 aprile: il piano ha poche possibilita’ di superare l’esame del Congresso ma per i democratici è un modo di presentarsi come paladini di un’economia piu’ equa.

Un modo, inoltre, per ricordare che il ricco Romney paga un’aliquota federale del 15,4% sul reddito 2011, perchè legato per la gran parte a investimenti. In particolare, la campagna di Obama ha chiesto a Romney di presentare tutte le sue dichiarazioni dei redditi a partire dagli anni 1990, per verificare possibili investimenti in Bain capital, la società creata negli anni ottanta dallo stesso Romney con due partner.